Spin Time centinaia in piazza: stabile sotto sequestro e il Comune di Roma cerca soluzioni | Video

giovedì, 30 Luglio 2026
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L’incendio è divampato intorno alle 22 di ieri sera, trasformando la notte di via di Santa Croce in Gerusalemme in un’operazione di emergenza sanitaria e di ordine pubblico. Per lo stabile occupato dal 2013, sede del cantiere sociale “Spin Time Labs”, il rogo ha fatto scattare lo sgombero tecnico e un doppio sigillo giudiziario: un sequestro probatorio, per accertare le cause delle fiamme – domate in breve tempo e senza evidenti danni strutturali –, e quello preventivo legato alla storica occupazione dell’immobile ex Inpdap.

Dalle 17 di oggi, l’area si è trasformata nel teatro di un presidio permanente. Centinaia di persone si sono radunate sul piazzale, superando di gran lunga i 300 residenti ufficiali dello stabile. Tra le tende e l’asfalto arroventato dalle temperature che sfiorano i 40 gradi, la prima priorità è stata far fronte alla gestione dell’emergenza umanitaria e sanitaria per anziani, malati e bambini.

Spin Time, le istituzioni in campo e le prime soluzioni

Nel pomeriggio si è tenuto un summit vertice in Prefettura tra il prefetto Lamberto Giannini, il sindaco Roberto Gualtieri, il questore Roberto Massucci, il vicario della Diocesi mons. Baldo Reina, l’assessore capitolino alle Politiche Abitative Tobia Zevi e i rappresentanti della proprietà.
Per la Giunta capitolina, l’evento critico accelera la necessità di una risposta d’insieme che vada oltre la gestione immediata della crisi.

“Parliamo di un’emergenza vera e propria”, ha spiegato l’assessore Tobia Zevi. “Non è pensabile che le persone rientrino nelle prossime ore. Presso il centro di via Galilei abbiamo già allestito un’accoglienza per circa 50 persone tra le più fragili, anziani e bambini, e stiamo approntando una seconda struttura presso il centro anziani Esquilino”.
La Protezione Civile di Roma Capitale, affiancata dai servizi sociali, dalla Caritas e dalle strutture diocesane, ha distribuito gazebi, brandine, acqua e pasti di prima necessità. Nel lungo periodo, tuttavia, il Campidoglio punta a riprendere il filo della proposta inserita tre anni fa nel piano strategico per l’abitare: l’acquisizione dello stabile da parte del Comune e la sua riconversione in edilizia residenziale pubblica. Un passaggio che richiede la trattativa diretta con i proprietari: “C’è un dialogo aperto in cui si esplorano tutte le soluzioni grazie alla collaborazione del prefetto e del cardinale vicario”, ha confermato Zevi. La conferma però è una sentenza: “Per i sequestri in atto escludo che si possa procedere al rientro delle persone nelle prossime ore”.

La voce della comunità

Dura la posizione espresso nel corso dell’assemblea dagli occupanti. Giovanna Cavallo, portavoce della comunità di Spin Time, ha difeso la risposta data dai residenti nelle fasi concitate della prima serata:
“Il principio di incendio è stato prontamente governato dal nostro sistema di sicurezza interno. Abbiamo fatto uscire le famiglie in piena sicurezza e non accettiamo che ci si taccia di irresponsabilità”.

Il movimento ha fortemente contestato sia le strumentalizzazioni politiche di parte della maggioranza di governo, sia le modalità d’azione adottate dalle forze dell’ordine durante le fasi di sopralluogo: “Nonostante avessimo garantito massima collaborazione mettendo a disposizione le chiavi, le porte delle stanze sono state sfondate per perquisizioni che hanno appesantito uno stato d’animo già fragile”.

Per la comunità di Spin Time, la richiesta resta una sola: il rientro nell’edificio e la salvaguardia dell’esperienza sociale e culturale costruita in oltre un decennio. Per gli attivisti, la partita di via di Santa Croce in Gerusalemme non può risolversi nei confini di un problema di ordine pubblico, ma richiede una sintesi strettamente politica con l’amministrazione Gualtieri chiamata a fare i conti con la legge, dato che comunque lo stabile è occupato e già da tempo sotto la lente della prefettura. I confronti istituzionali proseguiranno a ritmo serrato già nelle prossime ore per accelerare verso una soluzione condivisa.

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