Nessuna partecipazione italiana a una guerra in Arabia Saudita, ma un rafforzamento di missioni già autorizzate e a carattere difensivo. È uno dei messaggi lanciati dal ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, nella quale affronta i principali dossier internazionali e politici.
Crosetto respinge le polemiche sul trasferimento dei militari italiani dal Kuwait all’Arabia Saudita, definendo la vicenda «già nota» e illustrata più volte in Parlamento. «L’Arabia Saudita non è un Paese in guerra, ma un Paese che si difende dalla guerra», afferma, spiegando che le forze italiane operano con compiti esclusivamente difensivi a sostegno dei Paesi del Golfo.
Il ministro conferma inoltre che l’Italia ha ricevuto richieste per contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz e del Mar Rosso, ma precisa che un eventuale intervento sarà possibile solo in presenza di una tregua, dopo il via libera del Parlamento.
Sull’Ucraina ribadisce il sostegno a Kiev, sostenendo che «quel popolo sta difendendo la propria e la nostra libertà» davanti a una Russia che continua a rafforzare il proprio apparato militare.
Quanto alle spese per la Difesa, Crosetto assicura che nel 2026 non sono previsti nuovi stanziamenti, mentre un eventuale scostamento di bilancio potrebbe finanziare investimenti aggiuntivi dal 2027. Ricorda inoltre che gran parte delle risorse è destinata al personale e all’industria italiana, citando aziende come Leonardo e Fincantieri.
Tra i temi affrontati anche la sicurezza interna, l’immigrazione e la crisi di Ceuta. Il ministro invita a mantenere alta l’attenzione contro le minacce ibride e ribadisce che l’Italia è pronta ad aiutare la Spagna, ma senza trasmettere «l’idea che le porte siano aperte a chiunque». Infine minimizza le tensioni nel centrodestra, definendo la coalizione «responsabile e coesa», e attacca Roberto Vannacci, accusandolo di essersi collocato fuori dall’area di governo.
