È salito a nove morti e 28 feriti, tra cui quattro minori, il bilancio dell’attacco russo condotto nella notte contro Kiev. A riferirlo è il sindaco della capitale ucraina Vitali Klitschko, che ha spiegato come 17 persone siano rimaste ferite in modo grave. La capitale ha vissuto una notte di paura, con esplosioni, incendi e danni in diversi quartieri.
Secondo il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, le forze russe hanno lanciato contro il Paese almeno 35 missili, di cui 27 balistici, e 185 droni d’attacco tra venerdì sera e sabato mattina. «Come al solito, i russi hanno colpito normali edifici residenziali», ha denunciato Zelensky, parlando di numerosi incendi e distruzioni in sette quartieri della città.
Tra le strutture danneggiate figurano 18 palazzi residenziali, una scuola e anche l’ambasciata della Lituania. Le vittime sono state registrate in diversi distretti della capitale, tra cui Solomyansky, Golosiivsky, Darnytsky, Shevchenkivsky e Pechersky. In alcune aree si sono verificati anche blackout.
Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito quella appena trascorsa «una notte infernale», accusando Mosca di aver intensificato gli attacchi contro la popolazione civile. «La Russia, non riuscendo a raggiungere i suoi obiettivi sul campo di battaglia, sta aumentando il terrore aereo contro i civili», ha scritto, chiedendo nuovi sistemi di difesa aerea e missilistica.
Mosca ha invece rivendicato l’operazione sostenendo di aver colpito infrastrutture dell’industria militare e centri logistici nella capitale e nella regione di Kiev, tra cui impianti legati alla produzione e allo stoccaggio di droni.
Zelensky ha inoltre ribadito la necessità di maggiori sistemi di difesa occidentali, lamentando che nella notte sarebbe stato intercettato soltanto un missile balistico per la carenza di batterie MIM-104 Patriot. L’attacco riaccende così le tensioni sul fronte ucraino, mentre Kiev torna a chiedere un rafforzamento immediato dello scudo aereo.
