È morto Mattia Maestri: dal 2017 era in stato vegetativo dopo aver mangiato formaggio contaminato

domenica, 2 Agosto 2026
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È morto Mattia Maestri, il bambino di Coredo, in Trentino, che dal 2017 viveva in stato vegetativo permanente dopo aver consumato formaggio prodotto con latte crudo contaminato dal batterio dell’Escherichia coli. Ad annunciare la scomparsa è stato il padre, Giovanni Battista Maestri, con un messaggio affidato al quotidiano Il T: «Il nostro Mattia ci ha lasciato e a nome suo vi ringrazio per aver contribuito a rendere meno dolorosa la sua scomparsa».

La vicenda aveva profondamente colpito l’opinione pubblica italiana. Dopo l’intossicazione, il bambino era stato colpito dalla sindrome emolitico-uremica, una grave complicanza che gli aveva provocato danni neurologici irreversibili, costringendolo per quasi nove anni a vivere in condizioni gravissime.

Sul piano giudiziario, una sentenza della Corte di Cassazione aveva confermato in via definitiva il nesso causale tra il formaggio contaminato e le lesioni riportate dal piccolo, rendendo irrevocabili le condanne per lesioni colpose nei confronti di due responsabili del caseificio coinvolto.

Negli anni successivi, il padre di Mattia ha trasformato il dolore in un impegno civile, fondando un’associazione di consumatori per sensibilizzare sui rischi legati al consumo di latte crudo e dei prodotti derivati, soprattutto per i bambini. Negli ultimi mesi aveva raccontato come il figlio fosse assistito quotidianamente con terapie molto complesse e assumesse 47 farmaci al giorno.

La morte di Mattia chiude una vicenda che ha segnato profondamente la sua famiglia e ha contribuito ad accendere l’attenzione sulla sicurezza alimentare e sulla tutela dei consumatori.

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