Roma nella morsa del caldo: Tevere ai minimi da 15 anni

venerdì, 7 Agosto 2026
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L’estate 2026 sta mettendo a dura prova la Capitale, schiacciata tra temperature elevate, notti afose che non concedono tregua e un bilancio idrico sempre più critico. A tracciare il quadro dello stato di salute della città sono i dati diffusi dall’ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione e Tutela del Territorio e Acque Irrigue), elaborati sulla base delle rilevazioni della stazione meteorologica “Macao” della Regione Lazio.

Tevere e laghi in sofferenza: un allarme climatico evidente

Il fiume Tevere registra un livello idrometrico inferiore di circa 15 centimetri rispetto alla media mensile di agosto del decennio 2011-2020. All’idrometro di riferimento di Ripetta, nel cuore del centro storico, l’altezza dell’acqua si è attestata a 4,88 metri, sfiorando il minimo storico di 4,85 metri toccato 15 anni fa. L’impatto visivo è evidente secondo quanto documentano gli scatti dell’agenzia Lapresse: all’altezza di Ponte Milvio, la secca rivela ampie porzioni di rocce e fondale prima sommerse.

La crisi idrica non risparmia nemmeno i bacini vulcanici dei Castelli Romani, dove sia il lago Albano sia il lago di Nemi hanno perso circa 5 centimetri di livello in una sola settimana. Lo stato di salute del fiume e dei bacini laziale ribadisce un vero e proprio allarme climatico in atto sul territorio.

Emergenza energetica e notti “super tropicali”

Oltre alla secca dei corsi d’acqua, a preoccupare è l’impatto del grande caldo sulla vita quotidiana e sulle infrastrutture. L’impennata dei consumi dovuta all’uso massiccio di condizionatori e impianti di refrigerazione ha provocato un picco eccezionale di richiesta energetica, mandando in sovraccarico la rete elettrica. Il fenomeno ha causato veri e propri black out in diverse vie della Capitale, lasciando intere zone al buio e senza corrente anche per giorni.

A questo si aggiunge un andamento termico notturno soffocante. Dalla terza decade di maggio si sono contate a Roma già 55 notti tropicali, con temperature minime superiori ai 20 °C, e ben 20 notti definite “super tropicali”, durante le quali la colonnina di mercurio non è mai scesa al di sotto dei 25 °C. Nell’ultima settimana, in particolare, le minime notturne si sono stabilmente mantenute sopra questa soglia critica.
Nel complesso si registrano 67 giornate con massime oltre i 30 °C, di cui 33 con picchi superiori ai 35 °C e 19 giorni in cui si sono oltrepassati i 37 °C. Un confronto con il 2025 evidenzia l’accelerazione del fenomeno: se lo scorso anno le massime raggiungevano spesso i 40 °C ma le notti offrivano sollievo scendendo sotto i 20 °C, il 2026 si caratterizza per un’afa continua che impedisce il naturale raffreddamento notturno.

Il precedente del 2011: cosa accadde 15 anni fa?

Il paragone con il 2011 non è casuale. Nell’agosto di quell’anno, un’intensa e prolungata ondata di calore colpì l’intera penisola dopo un mese di luglio insolitamente fresco e piovoso.
In base alle analisi condotte dall’Isac-Cnr (Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima del Consiglio Nazionale delle Ricerche), l’agosto 2011 si classificò come l’ottavo mese più asciutto dal 1800 in poi, registrando un deficit di precipitazioni pari al 73% rispetto alla media trentennale. Dal punto di vista termico, il mese fece segnare un’anomalia di +1,4 °C rispetto alle medie di riferimento, posizionandosi al decimo posto tra gli agosti più caldi degli ultimi due secoli.
Fu proprio questa combinazione di persistente alta pressione e marcata siccità a spingere il Tevere fino al minimo di 4,85 metri all’idrometro di Ripetta, un valore che fino ad oggi ha rappresentato il principale termine di paragone per le grandi secche estive della Capitale.

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