Ceuta, allerta dell’intelligence: “Rischio radicalizzazione jihadista e nuova ondata di migranti”

domenica, 9 Agosto 2026
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La situazione a Ceuta continua a preoccupare il governo italiano, che avrebbe ricevuto dai servizi segreti un dossier contenente elementi di allerta sia sul rischio di una nuova ondata migratoria sia sulla possibile presenza di reti legate alla radicalizzazione jihadista.

A riferirlo è il Corriere della Sera, secondo cui tra gli elementi valutati dall’esecutivo ci sarebbe anche un rapporto dell’intelligence italiana, integrato da informazioni condivise nelle ultime ore dagli 007 spagnoli. Nel documento si evidenzierebbe il particolare rischio legato alla storia e alla posizione geografica dell’enclave spagnola, che potrebbe trasformarsi in un punto di «radicalizzazione e reclutamento jihadista».

Secondo il rapporto, diverse decine di persone originarie dell’area avrebbero raggiunto in passato Siria e Iraq per combattere. Un elemento che avrebbe contribuito alle valutazioni del governo italiano sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sulla situazione, anche dopo la decisione di non riaprire immediatamente Schengen nonostante le richieste arrivate da Madrid.

Particolare attenzione viene riservata anche alla zona di Fnideq, conosciuta in Spagna come Castillejos e situata a pochi chilometri da Ceuta. Secondo l’intelligence, l’area è stata più volte interessata da operazioni antiterrorismo condotte congiuntamente da Spagna e Marocco, con l’obiettivo di smantellare reti jihadiste attive oltre confine.

Parallelamente, i servizi italiani stanno monitorando i segnali relativi a una possibile nuova ondata di arrivi. Da giorni vengono analizzati messaggi e comunicazioni che circolano su Facebook, WhatsApp e TikTok, dove si stanno diffondendo informazioni e indicazioni organizzative sui possibili nuovi spostamenti verso Ceuta.

In un primo momento l’attenzione si era concentrata sul 15 agosto, giorno di Ferragosto, indicato come possibile data per una nuova mobilitazione. Alcuni messaggi intercettati dagli apparati di sicurezza, però, sembrerebbero suggerire che l’iniziativa possa essere anticipata di alcuni giorni. Non sarebbe inoltre escluso che i potenziali migranti possano partire da punti differenti.

È proprio la modalità con cui queste informazioni vengono diffuse ad alimentare i sospetti degli investigatori. Secondo quanto riportato dal Corriere, i numeri di telefono utilizzati nelle comunicazioni riconducibili a questa rete appartengono a diversi Paesi, tra cui Stati Uniti, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal.

Gli utenti coinvolti, secondo il dossier, avrebbero interessi di natura investigativa, di intelligence, giornalistica, accademica o personale. Un elemento che rende ancora più complessa l’analisi delle comunicazioni e l’individuazione dei soggetti effettivamente coinvolti nella mobilitazione.

L’intelligence italiana ipotizzerebbe infatti l’esistenza di una possibile «regia» dietro la campagna di mobilitazione legata al nuovo esodo. Al momento, però, questa eventuale organizzazione non sarebbe stata attribuita con certezza a nessun soggetto.

Il quadro resta quindi sotto stretta osservazione, mentre il governo italiano mantiene alta l’attenzione sia sull’evoluzione dei flussi migratori sia sui possibili rischi per la sicurezza collegati alla situazione di Ceuta.

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