L’offensiva aerea tra Russia e Ucraina ha registrato una drammatica escalation che unisce la guerra logistica sul campo a una crescente minaccia per la stabilità internazionale. Nelle prime ore della notte del 16 agosto, la tensione ha toccato il punto critico ai confini occidentali quando un drone di fabbricazione russa ha sconfinato nello spazio aereo della Romania, rendendo necessario l’intervento immediato di un caccia F-18 spagnolo impegnato nella missione di polizia aerea della NATO, che lo ha abbattuto. L’episodio si inserisce in un contesto di continui e violenti raid incrociati: la difesa aerea ucraina ha dichiarato di aver intercettato e neutralizzato 106 dei 128 velivoli senza pilota lanciati dalle forze di Mosca a partire da domenica sera, pur registrando danni, esplosioni e impatti in almeno 14 diverse località del Paese.
Guerra di droni, sale tensione nei cieli di Russia e Ucraina
Mentre le forze russe mantengono un’elevata pressione sui cieli ucraini, una dettagliata inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico Telegraph e basata su dati di intelligence open source forniti da DroneSec, uniti all’analisi di immagini satellitari e documenti riservati, ha rivelato una nuova mossa strategica del Cremlino. Mosca ha infatti realizzato o potenziato almeno dieci basi militari segrete situate a ridosso dei confini con l’Ucraina e la Bielorussia. Equipaggiate con 59 rampe di lancio su rotaia, queste strutture consentono il decollo rapido di velivoli ad ala fissa ad alta potenza senza bisogno di piste convenzionali, inclusi i droni d’attacco della serie Geran e i modelli prodotti nel polo industriale di Alabuga.
Alcune di queste installazioni dispongono di spazi di stoccaggio capaci di ospitare oltre mille velivoli e sette di esse sono già state attivamente impiegate nei recenti bombardamenti, rappresentando una minaccia a lungo termine anche per i Paesi del fianco est dell’Alleanza Atlantica.
Sul fronte oposto, Kyiv sta portando avanti una coordinata campagna di sanzione economica e pressione psicologica colpendo in modo sistematico le infrastrutture commerciali nel cuore della Russia. Nel mirino dei droni a lungo raggio ucraini è finito il colosso dell’e-commerce Wildberries, l’impero delle vendite online fondato da Tatyana Kim, l’imprenditrice più ricca del Paese. Negli ultimi trenta giorni gli attacchi si sono estesi fino agli Urali e hanno devastato circa venti enormi depositi aziendali — strutture spesso estese per ben 300.000 metri quadrati e del tutto prive di coperture antiaeree dedicate — arrivando a distruggere fino al 20% della capacità logistica totale della società e provocando perdite di merce stimate in quasi 6 miliardi di dollari.
L’operazione sta generando un profondo effetto domino sull’intera economia russa. Da un lato Wildberries rischia di non poter onorare debiti societari per circa 15 miliardi di dollari contratti con grandi banche di Stato come VTB e Sberbank. Dall’altro, tra 500.000 e 800.000 piccole e medie imprese che usavano la piattaforma hanno visto le proprie scorte andare in fumo, trovandosi nell’impossibilità di operare o pagare le tasse per via delle clausole di “forza maggiore” introdotte dalla società che la esentano dai rimborsi per attacchi bellici. Se da Kyiv il consigliere presidenziale Mykhailo Podolyak giustifica le incursioni affermando che la piattaforma distribuisce anche materiale ad uso duale come componenti per droni e dotazioni tattiche, gli analisti evidenziano come la distruzione dei beni di consumo porti per la prima volta le immediate e drammatiche conseguenze del conflitto nella quotidianità della popolazione russa.
UE pronte a nuove sanzioni
A livello istituzionale, la risposta dell’Unione Europea punta a un ulteriore inasprimento del quadro sanzionatorio per prosciugare le risorse finanziarie di Mosca. L’Alta rappresentante dell’UE per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, ha annunciato un giro di vite senza precedenti in un’intervista concessa al quotidiano tedesco Die Welt. Kallas ha promesso nuove e durissime restrizioni economiche e diplomatiche per il blocco europeo, affermando con decisione: “Per l’autunno presenterò la lista di sanzioni più ambiziosa dall’inizio della guerra”. L’Alta rappresentante ha poi voluto ribadire l’efficacia delle misure già adottate nei confronti del Cremlino, sottolineando che “una volta adottate, aumenterebbero immediatamente di un terzo il numero totale di entità russe sanzionate”. Questa nuova iniziativa andrà ad aggiungersi ai 21 pacchetti approvati dal 2022, che secondo i dati della Commissione Europea hanno colpito oltre 3.000 tra individui ed entità e sono riusciti a privare la macchina bellica russa di oltre 1.000 miliardi di euro.



