In Cina il film “più brutto” dell’estate diventa un cult e incassa milioni

lunedì, 24 Agosto 2026
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È probabilmente uno dei casi cinematografici più surreali dell’estate. In Cina un film d’animazione realizzato con un budget minuscolo (circa 200 dollari), animazioni tutt’altro che raffinate e praticamente senza una vera campagna di marketing è riuscito a trasformarsi in un fenomeno virale. Si intitola Niu Lai (“La mucca sta arrivando”) e, dopo un esordio quasi invisibile, è arrivato a incassare milioni di yuan grazie soprattutto al passaparola sui social.

Il film è entrato così tra le animazioni con il maggior incasso in Cina nel 2026. Ma il dato più sorprendente non è il confronto con i grandi blockbuster che dominano il botteghino: è la sproporzione tra quanto è costato realizzarlo e quanto è riuscito a incassare.

Da quasi mille euro a milioni di yuan

Niu Lai è uscito nelle sale cinesi il 5 agosto. Dura 86 minuti e racconta con atmosfere oniriche il legame tra un piccolo vitello e un’allodola. I primi giorni, però, sono stati tutt’altro che promettenti. Nei primi nove-dieci giorni di programmazione il film avrebbe raccolto complessivamente meno di mille euro, con alcune sale capaci di incassare appena 25-30 euro in una serata.

Poi è successo qualcosa di imprevedibile.

Sui social hanno iniziato a circolare immagini, spezzoni e commenti ironici dedicati all’animazione del film e, in particolare, all’aspetto dei suoi personaggi. Quella che sembrava una debolezza si è trasformata rapidamente nella sua principale attrazione. Sono arrivati meme, parodie e video-reazioni. Sempre più persone hanno iniziato ad andare al cinema proprio per vedere con i propri occhi il film di cui tutti parlavano. E così Niu Lai è paessato dall’anonimato al fenomeno virale.

Gli incassi hanno superato i 19 milioni di yuan, circa 2,5 milioni di euro, mentre alcune stime più recenti riportano cifre comprese tra i 28 e i 29 milioni di yuan. Numeri destinati a sembrare ancora più sorprendenti se rapportati alle risorse impiegate per realizzare il film.

Il poster promozionale realizzato a mano.

La storia diventa ancora più curiosa quando si scopre come è stato promosso il film. Niu Lai non disponeva praticamente di un budget per la pubblicità. E così, in alcuni cinema, sarebbero stati direttamente i dipendenti delle sale a realizzare a mano i poster da esporre all’ingresso per attirare spettatori.

Niente gigantesche campagne pubblicitarie. Niente promozione hollywoodiana. Niente bombardamento di trailer e manifesti. Il passaparola ha fatto il lavoro al posto loro. E, paradossalmente, proprio l’aspetto rudimentale del film è diventato il suo miglior strumento promozionale. Per farsi un’idea di questa peculiare estetica e capire perché il web cinese ne sia rimasto ipnotizzato, è possibile guardare il film completo in streaming su Youtube qui di seguito:

 

Due persone, cinque anni e nessuna AI

Dietro Niu Lai ci sono appena due persone: Xin Yumeng, regista, e sua madre Sun Lifang, sceneggiatrice. Entrambe provenivano dal settore dell’interior design e hanno lavorato al progetto per circa cinque anni, imparando da autodidatte diverse fasi della produzione, dal modeling fino alla realizzazione dei dialoghi e al doppiaggio dei personaggi.
Un altro elemento che ha contribuito a rendere il film particolarmente interessante agli occhi del pubblico è la scelta di non utilizzare sistemi di intelligenza artificiale durante la produzione, secondo quanto dichiarato dagli autori.

È un dettaglio tutt’altro che secondario in un momento in cui l’AI sta entrando sempre più nel mondo della produzione audiovisiva e le immagini generate artificialmente alimentano un acceso dibattito online. In questo contesto, l’imperfezione di Niu Lai è diventata quasi un valore. Quello che normalmente sarebbe stato considerato un limite — animazioni poco sofisticate, personaggi dall’aspetto bizzarro e una produzione evidentemente lontana dagli standard dei grandi studi — è stato reinterpretato dal pubblico come qualcosa di genuino, curioso e persino affettuoso.

Il fenomeno non si è fermata alle sale cinematografiche, ma ha prodotto meme, gadget e persino movimenti speculativi legati ad alcune società cinesi che hanno nel nome caratteri riconducibili al “bue”. Intanto Xin Yumeng ha lasciato intendere la possibilità di lavorare a un seguito. È difficile sapere quanto durerà il fenomeno. Come spesso accade con i tormentoni nati sui social, la popolarità può esplodere in pochi giorni e altrettanto rapidamente spegnersi. Ma Niu Lai ha già ottenuto qualcosa che sembrava impensabile al momento dell’uscita: trasformare un film destinato a passare quasi inosservato in uno dei casi cinematografici più curiosi dell’estate cinese.

E forse la lezione più interessante è proprio questa: nell’epoca dei blockbuster da centinaia di milioni di dollari e delle immagini generate dall’intelligenza artificiale, a volte può bastare un film imperfetto, realizzato da due persone e quasi senza soldi, per riuscire a conquistare l’attenzione di milioni di spettatori.

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