La guerra in Ucraina continua ad essere al centro delle tensioni internazionali. Mosca chiude al dialogo con i Paesi europei finché questi continueranno a sostenere Kiev. Sul campo, un ex ministro ucraino avverte che il Paese sta “lentamente perdendo”. Sullo sfondo, il presidente del Comitato militare della Nato lancia l’allarme su un quadro di sicurezza europeo in rapido deterioramento. E mentre le diplomazie cercano spazi di manovra, il direttore della Cia John Ratcliffe si è recato ieri a Mosca in visita non annunciata.
Ucraina, Russia attacca: “Dialogo impossibile finché l’Europa sostiene Kiev”
La Russia considera impossibile qualsiasi forma di dialogo costruttivo con i Paesi europei nella situazione attuale. Lo ha dichiarato il 26 agosto l’ambasciatore con incarichi speciali del Ministero degli Esteri russo, Aleksandr Trofimov.
“Oggi, il compito degli europei non è altro che preservare il regime neonazista di Kiev come strumento di pressione militare costante sul nostro Paese, oltre a guadagnare tempo per sviluppare il proprio potenziale militare-industriale”, ha dichiarato Trofimov. “Finché prevarrà questa posizione, il dialogo, e ancor meno i negoziati, su qualsiasi questione costruttiva sembrano impossibili.”
Secondo il diplomatico, i Paesi occidentali sono passati da tempo ad azioni aggressive con l’obiettivo di infliggere una “sconfitta strategica” alla Russia. Mosca, ha aggiunto Trofimov, conta già numerosi alleati al di fuori dell’Eurasia occidentale, con i quali intende costruire un’architettura di sicurezza eurasiatica basata su uguaglianza e indivisibilità della sicurezza.
Dal fronte opposto arriva un segnale di allarme. L’ex ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, rimosso dall’incarico nelle scorse settimane tra forti proteste, ha dichiarato a Reuters che l’Ucraina ha a disposizione solo alcuni mesi per prendere le decisioni chiave necessarie a ribaltare la situazione militare.
“Credo che ora ci troviamo a un punto di svolta che determinerà la nostra traiettoria futura, ma sembra che stiamo gradualmente, lentamente perdendo”, ha affermato Fedorov, pur sottolineando che il Paese ha ancora “ogni possibilità” di vincere, a condizione di elaborare con urgenza un piano per porre fine alla guerra.
L’ex ministro, artefice della strategia ucraina degli attacchi a lungo raggio con droni, ha accusato l’attuale governo di Kiev di non avere una visione complessiva su come vincere il conflitto, di non essere capace di innovare e di non aver affrontato la corruzione radicata nelle istituzioni. L’ufficio presidenziale ucraino ha replicato che Fedorov si era espresso positivamente sulla condotta bellica del governo quando era ancora in carica.
Cia, Ratcliffe a Mosca in visita non annunciata
Il direttore della Central Intelligence Agency, John Ratcliffe, si è recato ieri a Mosca per una visita non annunciata, la prima nella capitale russa di cui si abbia pubblica notizia. Lo riferisce il Wall Street Journal, citando fonti informate, secondo cui Ratcliffe si è trattenuto in Russia circa quattro ore. La Cia ha rifiutato di commentare.
La visita giunge mentre Washington cerca di gestire i conflitti in Ucraina e in Iran e segue diverse missioni a Mosca dell’inviato di Donald Trump per i negoziati russo-ucraini, Steve Witkoff. Secondo alcuni analisti citati dal Wsj, Ratcliffe potrebbe aver incontrato il presidente Vladimir Putin per discutere delle intenzioni di Mosca, del cessate il fuoco in Iran o del sostegno russo a Teheran. I contatti tra le due agenzie di intelligence erano già stati avviati nel marzo 2025, quando Ratcliffe e il capo dell’intelligence estera russa Sergei Naryshkin avevano tenuto colloqui telefonici.
Nato: “Non siamo in guerra, ma non siamo più in pace piena”
L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, ha tracciato un quadro netto della situazione europea in un’intervista al quotidiano Il Foglio. “Non siamo in guerra, ma non siamo più in una condizione di pace piena. Da tempo, ormai”, ha dichiarato.
Secondo Cavo Dragone, una pace sostenibile in Ucraina deve lasciare il Paese “sovrano, libero di scegliere il proprio futuro e militarmente capace di impedire una nuova aggressione”. L’ammiraglio ha richiamato la crescente cooperazione tra Russia, Iran e Corea del Nord, avvertendo che “i nostri avversari stanno costruendo una rete di convenienza strategica; noi dobbiamo rafforzare una rete di fiducia strategica”.
Sul ruolo dell’Iran, Cavo Dragone ha precisato che Teheran “non può più essere considerato esclusivamente un problema mediorientale”, dal momento che “fornisce capacità militari alla Russia per una guerra combattuta in Europa”. Quanto agli investimenti in difesa, l’ammiraglio ha chiarito: “Parlerei di investimento più che di spesa, e di sicurezza più che di armamenti”, sottolineando che la sicurezza è “la precondizione di tutto il resto”.



