In Nepal il muro dei dispersi, fra foto e flebili speranze dei parenti

Non si hanno notizie di oltre 4.500 persone
martedì, 1 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Kathmandu, 1 set. (askanews) – Venticinque metri di fotografie, volti, numeri di telefono, richieste di aiuto. A Kathmandu lo hanno già battezzato “il muro dei dispersi”. Qui, all’esterno dell’ospedale universitario, i parenti di alcune delle oltre 4.500 persone di cui non si hanno notizie dopo le inondazioni e le frane che hanno distrutto interi paesi e valli, affiggono scatti dei loro parenti, pur consapevoli di quanto la speranza di ritrovarli sia flebile.”Ora la nostra unica speranza è, anche se non li trovassimo vivi, di riavere i loro corpi – dice Sarita Ghale, che ha perso cinque persone care nelle inondazioni – questa è la nostra unica speranza. Non pensiamo siano ancora vivi, visto che sono passati già cinque o sei giorni”.Rubina Khadka cerca il fratello. “Era in servizio con l’esercito a Timure, Rasuwagadi. Era in contatto con noi fino al giorno prima. Ma non abbiamo più sue notizie dal giorno dell’alluvione. Non abbiamo più avuto sue notizie – dice – se qualcuno lo ha visto, in qualsiasi condizione, abbiamo lasciato qui i suoi numeri di telefono. Chiedo a chiunque lo abbia visto di contattarci.”Fra i dispersi ci sono anche 3 italiani, mentre il bilancio delle vittime, fra Cina e Nepal, è di oltre mille persone.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.