Venezia, 9 set. (askanews) – Luca Marinelli, in Concorso alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con “The Echo Chamber” di Andrea Pallaoro è stato protagonista di una masterclass alla Campari Lounge al Lido in cui ha parlato della sua carriera, di cosa voglia dire per lui il cinema e delle scelte fatte in questi 16 anni, da “La solitudine dei numeri primi”, uscito nel 2010 e diretto da Saverio Costanzo a oggi.”È cambiato solo il fatto che un po’ mi sono abituato alle cose; mi ricordo le prime interviste qui a Venezia, ho rischiato degli ictus, stavo nervosissimo, malissimo, avevo gli occhi iniettati di sangue, mi sembrava assurdo, mi ricordo che cambiavo sempre le risposte, perché c’erano i ragazzi e le ragazze dietro le macchine da presa che si dovevano sentire 30 interviste dove dicevamo sempre le stesse cose, e questo mi dispiaceva, quindi io provavo a cambiare le risposte, ma era difficilissimo, non volevo annoiarli, invece adesso, diciamo, so che la cosa migliore è dare sempre la stessa risposta, bella e lavorata, strutturata” ha detto l’attore.”Quindi alcune cose sicuramente sono cambiate, altre sono rimaste però, come l’emozione, la voglia di venire qui e di condividere con il pubblico, di incontrare il pubblico, quella è la cosa più bella, ogni volta che arrivo qua, non vedo l’ora della proiezione e che la agente lo veda questo film, c’è la bellezza di venire qua con una squadra e celebrare assieme quello che si è fatto” ha aggiunto Marinelli. “Alcune cose sono cambiate, ma tante sono rimaste abbastanza le stesse, è difficile mantenere quel fuoco vivo” ha detto.
Luca Marinelli si racconta: le prime volte a Venezia stavo malissimo
La masterclass con l'attore: oggi è difficile mantenere il fuoco vivo
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