Venezia83 – “Vecchio a chi?”: alla Mostra del Cinema il docufilm su longevità, sport e prevenzione

giovedì, 10 Settembre 2026
2 minuti di lettura

La cura lungimirante della longevità arriva a Venezia in coincidenza con la Mostra del Cinema con un cortometraggio prodotto dal Gruppo The Skill in collaborazione con il Fondo di assistenza sanitaria integrativa (Fasi) e Sport e Salute. Tra i protagonisti figurano campioni olimpionici del calibro di Manuela Di Centa, Venanzio Ortis e Andrea Lucchetta, affiancati da esperti di longevità come l’endocrinologa Lucia Riganelli.

Con una speranza di vita che supera gli 83 anni, oggi l’Italia è uno dei Paesi più longevi al mondo. Il docufilm “Vecchio a chi? La cura della longevità in salute”, presentato il 10 settembre alle 17.45 presso il padiglione della Veneto Film Commission alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, propone un viaggio sui corretti stili di vita e sui segreti per un’esistenza non soltanto lunga ma soddisfacente, fondata su prevenzione, sport, alimentazione corretta e salute psicologica.

Il cortometraggio — firmato da Lorenzo Munegato e Alberto Pezzella, con una performance della giovane attrice Sofia Tocci — pone al centro della narrazione i quattro pilastri della longevità: salute fisica, benessere psicologico, attività sportiva e alimentazione, raccontati attraverso le esperienze e le testimonianze di medici, psicologi, docenti universitari ed ex atleti di caratura internazionale.

«Recentemente abbiamo concluso un progetto pilota di ricerca in quattro regioni italiane, approvato dal Comitato Etico Nazionale dell’Istituto Superiore di Sanità e incentrato su salute, fragilità e autonomia della nostra popolazione assistita over 65», racconta Daniele Damele, Presidente del Fasi. «Nel campione analizzato, i report evidenziano che oltre la metà (circa il 57-59%) dei soggetti coinvolti convive con una o più patologie croniche diagnosticate nel corso della vita, una quota che richiede modelli di presa in carico continuativi. Su questo fronte è necessario intervenire, lavorando sulla prevenzione, per garantire una vita in salute ed autonomia a quante più persone possibile».

«Investire nella longevità in salute significa investire nel futuro del Paese e delle sue imprese», afferma Luca Del Vecchio, Vicepresidente del Fasi. «Iniziative come questa dimostrano come sanità integrativa, sport e cultura della prevenzione possano lavorare insieme per cambiare il modo in cui affrontiamo l’invecchiamento, trasformandolo da un limite in una risorsa».

Nel docufilm viene illustrato anche il progetto “Sport Illumina”, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani tramite il Dipartimento per lo Sport e ideato da Sport e Salute. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di trasformare gli spazi urbani in luoghi vivi e accessibili per la comunità: playground moderni, multifunzionali e colorati pensati come punti di riferimento per cittadini di tutte le età. Aree dove bambini, ragazzi, famiglie, sportivi e anziani possono praticare gratuitamente attività fisica in un ambiente progettato per favorire benessere e socialità.

«Il progetto Sport Illumina nasce con l’obiettivo di portare lo sport e l’attività fisica sotto casa degli italiani. Ogni spazio rappresenta un intervento di riqualificazione di aree urbane abbandonate o degradate, ma anche un’opportunità per tanti cittadini di riprogrammare e ricalibrare le proprie abitudini verso uno stile di vita sano e appagante», spiega Marco Mezzaroma, Presidente di Sport e Salute. «Avere un luogo nel quale condividere momenti di sport e allegria significa migliorare sensibilmente la qualità della propria vita e della comunità. Un patrimonio ancora più importante per le persone in età avanzata che spesso si trovano a fare i conti anche con l’isolamento e l’esclusione dalla vita sociale. Un tema che, insieme al Ministro per lo Sport e i Giovani, abbiamo messo al centro del progetto “Circolo 65″».

Nel cortometraggio trovano spazio anche l’iniziativa “Barca xe Casa” — lezioni di psicomotricità basate sulla tradizione del remo promosse dal Comune di Venezia nelle case di riposo cittadine —, gli investimenti della Regione Veneto sull’impiantistica sportiva, gli studi di Anmdo (Associazione Nazionale Medici delle Direzioni Ospedaliere) e la ricerca sui cibi epigenetici condotta dal laboratorio Bio Aging Gisva dell’Università di Padova.

«Tra il 1990 e il 2024 la speranza di vita è cresciuta di circa 8 anni per gli uomini e di 6,5 per le donne, arrivando rispettivamente a 81,5 e 85,6 anni. Siamo partiti da questo presupposto per analizzare e raccontare quali possono essere i segreti e le best practice per arrivare a vivere in salute e nel pieno delle proprie forces la seconda parte della nostra vita», conclude Lorenzo Munegato.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.