Colombia, a un mese da terremoto mancano acqua potabile e case sicure

Il racconto del coordinatore Cesvi, attiva a Chocò e Valle del Cauca
giovedì, 10 Settembre 2026
1 minuto di lettura

Roma, 10 set. (askanews) – “Le famiglie qui vivono una situazione davvero difficile, molte case sono completamente distrutte, altre non hanno le condizioni per essere abitate. Per i bambini l’impatto è particolarmente grave, molti hanno perso la casa, l’accesso a scuola e alla routine quotidiana. C’è tanto stress e paura. Tra le emergenze l’accesso ad acqua potabile, rifugi sicuri, kit per l’igiene personale. C’è una straordinaria solidarietà, ma hanno anche bisogno del nostro aiuto”: così Jorge Murillo, coordinatore del progetto CESVI in Colombia, racconta in un video la gravissima situazione nel dipartimento di Chocò, a un mese esatto dal devastante terremoto dello scorso 10 agosto.A un mese dal terremoto che ha colpito la Colombia, il bilancio è molto pesante: oltre 33O vittime e 4.519 feriti (dati IOM). Secondo una stima di 3iS, basata sul numero delle abitazioni danneggiate o distrutte, sarebbero più di un milione le persone complessivamente colpite dal sisma.Nei dipartimenti di Chocò e Valle del Cauca, dove l’organizzazione umanitaria italiana CESVI si è subito attivata per sostenere la popolazione colpita dal terremoto, la situazione è ancora molto difficile.L’organizzazione, dopo una prima fase di assistenza con beni di prima necessità, ha avviato un programma di sostegno economico tramite trasferimenti monetari destinato a 650 nuclei familiari (2.600 persone), affinché possano acquistare autonomamente beni di prima necessità o avviare piccole riparazioni domestiche. In questa fase, quattro famiglie su cinque dichiarano di aver perso del tutto o in parte la propria capacità di generare reddito, per questo CESVI prevede anche interventi mirati alla riattivazione delle attività economiche, attraverso percorsi di formazione imprenditoriale, sostegno con capitale iniziale e un accompagnamento continuativo alle piccole attività produttive e commerciali. Tra le priorità dell’organizzazione internazionale italiana anche il ripristino dell’accesso all’acqua sicura attraverso la riabilitazione delle infrastrutture idriche danneggiate e il supporto psicosociale, con spazi protetti per l’infanzia nei rifugi temporanei.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.