”Sparavo a chi capitava, per divertimento”. Confessa il cecchino di Prati 

giovedì, 17 Settembre 2026
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Incastrato dai registri dell’armeria e dai rilievi 3D del Ris, Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, disoccupato ha confessato di aver ferito la scrittrice Cristina Stillitano. Denunciato a piede libero, è indagato per altri spari su donne. Ha sparato per gioco. Per noia e per divertimento a caso, a chi capitava. Così ha detto al pm.  Si è costituito ieri nel pomeriggio nella caserma dei carabinieri di San Pietro, accompagnato dal suo avvocato. È Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50 anni, romano, disoccupato, di buona famiglia, residente proprio lì, in via della Giuliana, a Prati, a due passi dal Vaticano, nel palazzo da dove sono partiti i colpi. È lui il cecchino che da giorni terrorizzava il quartiere. Lunedì poco dopo le 15 ha centrato al tricipite la giornalista e scrittrice Cristina Stillitano mentre passeggiava da sola. “Ho sentito un forte colpo, ho urlato per il dolore e mi sono accorta che sanguinavo. La maglietta era forata, nella carne un foro netto di 5 millimetri”, ha raccontato la vittima dopo una notte al Santo Spirito. Ieri è stata operata al Cto per estrarre il pallino di piombo rimasto conficcato nel muscolo. I carabinieri, coordinati dalla Procura di Roma, lo hanno incastrato in 48 ore. Presidio fisso in via della Giuliana, rilievi tridimensionali sulla traiettoria del proiettile con il Ris, e poi il controllo incrociato nei registri delle armerie di zona: a inizio settembre Ciardiello aveva comprato regolarmente una carabina ad aria compressa ad alta potenza. Un’arma che non richiede porto d’armi ma che, a 20 metri, perfora la carne. Davanti al pm ha ammesso tutto. Non solo lo sparo alla scrittrice che passeggiava su Via della Giuliana, ma anche almeno un altro colpo contro una passante nei giorni precedenti. “Non ce l’avevo con le donne”, ha aggiunto, come se questo attenuasse. I militari hanno sequestrato l’arma nella sua abitazione. Al termine dell’interrogatorio è stato denunciato a piede libero per lesioni aggravate. Questa vicenda dice molto più della cronaca di un quartiere bene. Fotografa la Capitale nel 2026 si può dove si può comprare in armeria, con carta d’identità e senza alcun controllo psicologico, un’arma capace di ferire gravemente a distanza e sparare dal balcone di casa per passare il tempo. Ma parla anche derlla noia di un 50enne disoccupato che vive nel centro di Roma può trasformarsi in tiro al bersaglio sui pedoni. Racconta anche di come la violenza, oggi, abbia perso anche la sua motivazione. Non c’è rapina, non c’è lite, non c’è movente politico. C’è solo il divertimento nichilista, la stessa logica dei video dove i maranza picchiano per un like. Che sia stato denunciato solo a piede libero dopo aver confessato di sparare a gente a caso, poi è il dettaglio che i cittadini di Roma Prati non riescono a digerire. La paura non è finita.

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