Festa del Cinema di Roma: svelato il programma della ventunesima edizione

venerdì, 25 Settembre 2026
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Per la prima volta la Festa del Cinema di Roma cambia casa. La ventunesima edizione, in programma dal 13 al 25 ottobre, è stata presentata nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, che dal prossimo anno diventerà la sede stabile della manifestazione. A illustrare il programma sono stati Salvatore Nastasi, Presidente della Fondazione Cinema per Roma, e la Direttrice Artistica Paola Malanga. “Il sindaco Roberto Gualtieri ci aveva chiesto una festa davvero metropolitana, quest’anno siamo arrivati al massimo delle sedi”, ha spiegato Nastasi, ripercorrendo l’elenco delle decine di location coinvolte in città — tra cui, sorprendentemente, anche il carcere di Latina.

Una struttura confermata, un programma internazionale

Sotto la guida artistica di Malanga, la Festa mantiene l’impianto degli ultimi anni: il concorso internazionale Progressive Cinema – Visioni per il mondo di domani resta il cuore della kermesse, affiancato dalle sezioni Freestyle, Grand Public, Special Screenings, Best of 2026 e Storia del Cinema. Il programma coinvolge 55 Paesi e spazia tra finzione, documentari, serie tv, restauri e produzioni dedicate alle arti.

Il concorso: sei registe su diciotto titoli

Sono diciotto i film in gara, un terzo dei quali firmati da donne. L’Italia si presenta con tre titoli. Susanna Nicchiarelli porta Giorni Felici, tratto dalla graphic novel di Zuzu, con Carlotta Gamba e Riccardo Scamarcio: la storia di formazione della ventenne Claudia, tra amori e prove esistenziali, fino a una trasformazione letterale che la porta ad assumere le sembianze di una creatura alata dagli artigli felini.

Tra i titoli italiani più personali del concorso c’è poi Mustang di Kasia Smutniak, documentario che attraversa oltre vent’anni di vita e memoria. Tutto comincia nel 2003, quando Kasia e Pietro partono per il Mustang con uno zaino e una piccola telecamera, promettendosi di tornare un giorno per fare qualcosa in difesa di quella cultura. Anni dopo è la figlia Sophie a riscoprire quelle immagini e quelle girate successivamente insieme alla madre. Da qui nasce un racconto che intreccia memoria privata e storia collettiva, fino alla costruzione di una scuola pensata per consentire ai bambini della regione di continuare a studiare senza allontanarsi dalle proprie famiglie. Il film figura anche tra i candidati al Premio al Miglior Documentario.

Completa la terna italiana Brianza di Simone Catania, dramma con Fausto Russo Alesi e Paolo Pierobon ispirato a una vicenda reale.

Tra i titoli internazionali del concorso spicca invece Ceniza en la Boca (Ashes) di Diego Luna, quarto lungometraggio da regista dell’attore messicano. Al centro c’è Lucila, giovane sospesa tra Messico e Spagna, tra Madrid, Barcellona e il Paese d’origine, alle prese con lavori precari e con la ricerca di un posto nel mondo: un racconto di migrazione e sradicamento tratto dal romanzo omonimo di Brenda Navarro.

Grand Public: da Erri De Luca al fantasma dell’Opera

Tra le opere prime spiccano Me, You di Billie August, tratto dal romanzo Tu, mio di Erri De Luca, e Le Fantôme de L’Opéra di Alexandre Castagnetti, con Deva Cassel. Ma il titolo più atteso della sezione è probabilmente I Play Rocky di Peter Farrelly, presentato proprio nell’anno del cinquantesimo anniversario di Rocky: Anthony Ippolito veste i panni di un giovane Sylvester Stallone, ancora alla ricerca di affermazione come attore, che trae dall’incontro tra Chuck Wepner e Muhammad Ali l’ispirazione per la sceneggiatura destinata a cambiargli la vita. Accanto a lui, un cast che include Matt Dillon, AnnaSophia Robb, P.J. Byrne e Toby Kebbell.

Pino Daniele, Genovese e la storia di Giulia Cecchettin

Il cinema italiano trova ampio spazio anche fuori concorso. Je So’ Pazzo di Nicola Prosatore è il biopic dedicato a Pino Daniele, con Massimiliano Caiazzo nei panni dell’artista: dall’infanzia nei vicoli di Napoli fino allo storico concerto del 1981 davanti a duecentomila persone, il film ripercorre una vita immersa tra blues, jazz e tradizione partenopea.

Ad aprire la ventunesima edizione sarà invece Il Rumore delle Cose Nuove di Paolo Genovese, che segue tre coppie diverse e inizialmente estranee tra loro, accomunate dalle gabbie costruite nelle rispettive esistenze — fino a quando un evento imprevisto le costringe a rimettere tutto in discussione. Nel cast, tra gli altri, Emanuela Fanelli, Edoardo Pesce, Claudia Pandolfi, Lino Musella, Stefano Accorsi, Vittoria Puccini e Claudio Santamaria.

Un tono più delicato e intimo caratterizza invece Se Domani Non Torno di Paola Randi, presentato in coproduzione con Alice nella Città e dedicato alla vicenda di Giulia Cecchettin. Il racconto parte dall’11 novembre 2023, giorno della sua scomparsa, per seguire la quotidianità della famiglia e la trasformazione di un dolore privato in un impegno pubblico. Filippo Timi interpreta il padre Gino Cecchettin, mentre Sabrina Martina è Giulia.

Per gli amanti del cinema di genere, infine, c’è Whalefall di Brian Duffield, con Austin Abrams e Josh Brolin: la storia di Jay Gardiner che, dopo la morte del padre, si immerge al largo della costa californiana per recuperarne i resti — finendo però inghiottito da una gigantesca balena, con appena un’ora di ossigeno per trovare una via di fuga.

Le star internazionali e i premi alla carriera

Non mancheranno i grandi nomi. Javier Bardem riceverà il Premio alla Carriera e presenterà El Ser Querido di Rodrigo Sorogoyen, mentre Tessa Ross sarà insignita dell’Industry Lifetime Achievement Award. Nicola Piovani sarà il primo vincitore del nuovo Banca Ifis Music Award, e a vent’anni dalla scomparsa di Gillo Pontecorvo debutta un premio a lui dedicato, assegnato nella prima edizione a Notre Salut di Emmanuel Marre.

A completare il parterre internazionale, Jesse Eisenberg accompagnerà Julianne Moore e Paul Giamatti per The Debut, Andrew Scott presenterà Elsinore di Simon Stone — sugli ultimi giorni dell’attore Ian Charleson — mentre Taika Waititi e Jenna Ortega saranno a Roma per Klara and the Sun, adattamento del bestseller di Kazuo Ishiguro: Ortega interpreta Klara, un’Amica Artificiale che entra nella vita di una famiglia segnata da un grave lutto, accanto a Amy Adams, Mia Tharia, Steve Buscemi e Natasha Lyonne.

Tutti i film della Festa del Cinema di Roma 2026, sezione per sezione

Concorso Progressive Cinema

  • Brianza, di Simone Catania (Italia/Svizzera)
  • Ceniza en la Boca, di Diego Luna (Messico/Spagna)
  • Closure, di Michał Marczak (Polonia)
  • Congo Boy, di Rafiki Fariala (Repubblica Centrafricana/Francia/Repubblica Democratica del Congo/Italia)
  • Dua, di Blerta Basholli (Kosovo/Svizzera/Francia)
  • Eurotrash, di Frauke Finsterwalder (Germania/Svizzera/Austria)
  • Giorni Felici, di Susanna Nicchiarelli (Italia/Belgio)
  • The Guest, di Mads Mengel (Danimarca)
  • I Love Boosters, di Boots Riley (USA)
  • I See Building Fall Like Lighting, di Clio Barnard (GB)
  • The Life and Deaths of Wilson Shedd, di Tim Blake Nelson (USA)
  • Mustang, di Kasia Smutniak (Italia)
  • Sants, di Mikel Gurrea (Spagna/Italia)
  • Skateboarding Is Not for Girls, di Dina Duma (Macedonia del Nord/Belgio/Slovenia/Croazia)
  • Thit-thee Khu, di Aung Phyone (Myanmar/Repubblica Ceca/Francia)
  • Ulya, di Viesturs Kairišs (Lettonia/Estonia/Polonia/Lituania)
  • Voilà, c’est fini, di Gustave Kervern (Francia)
  • Yesterday the Eye Didn’t Sleep, di Rakan Mayasi (Belgio/Libano/Qatar/Arabia Saudita)

Freestyle – Film

  • 7 anniversari, di Sabrina Iannucci (Italia/Portogallo)
  • Bloques erráticos (Erratics), di Thomas Woodroffe (Cile/Francia/Argentina)
  • Cambogia, di Valerio Lundini (Italia)
  • Caro mondo crudele, di Niccolò Falsetti (Italia)
  • Clementine Orange, di Lisa Forslund (Svezia)
  • Club Kid, di Jordan Firstman (Stati Uniti)
  • The Idiot(s), di Małgorzata Szumowska e Michał Englert (Polonia/Germania)
  • Interno familiare, di Paolo Coletta (Italia/Francia)
  • Lady, di Olive Nwosu (Regno Unito/Nigeria)
  • Mecenaten (The Patron), di Julia Thelin (Svezia)
  • Mission, di Paul Wright (Regno Unito)
  • Riverrun, di Philippe Parreno (Stati Uniti/Francia/Spagna/Svezia/Danimarca)
  • The State of Us, di Jake Harvey e Ollie Gardner (Regno Unito)
  • Tangles, di Leah Nelson (Canada/Stati Uniti)
  • El tren fluvial (The River Train), di Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale (Argentina)

Freestyle – Serie

  • 177 giorni. Il rapimento di Farouk, di Carlo Carlei (Italia)
  • All’s Fair (Stati Uniti)
  • Cagnàz, di Alessandro Roia (Italia)
  • Chiaroscuro, di Jan Maria Michelini (Italia)
  • La famiglia Panini – L’avventura delle figurine, di Letizia Lamartire (Italia)
  • Livatino – Il giudice e i suoi assassini, di Michele Placido (Italia)
  • Marvel Vision Quest, di Christopher J. Byrne, Gandja Monteiro, Vincenzo Natali e Terry Matalas (Stati Uniti)
  • Melania Rea, di Stefano Mordini (Italia)
  • Memoriae, di Cosimo Alemà e Isabella Aguilar (Italia)
  • Il Milanese, di Simone Spada (Italia)
  • Radici, di Nicola Ravera Rafele (Italia)

Grand Public

  • La Bataille de Gaulle: L’âge de fer, di Antonin Baudry (Francia)
  • Changer l’eau des fleurs, di Jean-Pierre Jeunet (Francia/Italia)
  • The Debut, di Jesse Eisenberg (Stati Uniti)
  • Desiderio, di Michela Cescon (Italia)
  • È andata così, di Gianni Zanasi (Italia/Spagna/Albania)
  • Elsinore, di Simon Stone (Regno Unito)
  • Le Fantôme de l’Opéra, di Alexandre Castagnetti (Francia)
  • Geister (Ghost Song), di Fatih Akin (Germania)
  • I Play Rocky, di Peter Farrelly (Stati Uniti)
  • Je So’ Pazzo, di Nicola Prosatore (Italia)
  • Un jeu dangereux, di Karine Silla (Francia)
  • Juste une illusion, di Eric Toledano e Olivier Nakache (Francia)
  • Klara and the Sun, di Taika Waititi (Nuova Zelanda/Regno Unito/Stati Uniti)
  • Me, You, di Billie August (Italia/Francia)
  • Il Ministero dell’Amore, di Giacomo Ciarrapico e Luca Vendruscolo (Italia)
  • Noi, un po’ meglio, di Daniele Luchetti (Italia)
  • L’ora di tutti, di Stefania Rocca (Italia)
  • Il profilo dell’altra, di Francesco Bruni (Italia)
  • The Rome Eight, di Hannu Salonen (Germania/Slovacchia)
  • Le rose di Marrakech, di Ginevra Elkann (Italia)
  • Il Rumore delle Cose Nuove, di Paolo Genovese (Italia)
  • Se Domani Non Torno, di Paola Randi (Italia)
  • La sera a Roma, di Enrico Vanzina (Italia)
  • A Talent for Murder, di Anton Corbijn (Regno Unito/Italia)
  • Un tranquillo funerale di famiglia, di Massimiliano Bruno (Italia)
  • Whalefall, di Brian Duffield (Stati Uniti)

Special Screenings

  • Alea Jacarandas, di Hassen Ferhani (Algeria/Francia)
  • Alla tua partenza sarà notte, di Nicolò Ribolla (Italia)
  • A mare, di Alessandra Cutolo (Italia)
  • Artefici di meraviglia. Viaggio nell’illusionismo, di Francesca Bellucci (Italia)
  • L’assurda storia della Gialappa’s Band, di Walter Veltroni (Italia)
  • Un atto d’amore, di Stefano Ribaldi (Italia)
  • Birds of War, di Janay Boulos e Abd Alkader Habak (Regno Unito/Siria/Libano)
  • Blu, di Denis Brotto (Italia)
  • Cantona, di David Tryhorn e Ben Nicholas (Regno Unito)
  • Custodi della memoria. La natura al tempo del fuoco, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini (Italia)
  • Dans la gueule de l’ogre (Into the Jaws of the Ogre), di Mahsa Karampour (Francia)
  • Elza, di Eryk Rocha (Brasile)
  • Eva Mameli Calvino. La signora dei fiori, di Alessandra Usai (Italia)
  • Federica – L’ultima Olimpiade, di Federico Gariboldi e Paolo Novelli (Italia)
  • I fili dell’anima, di Francesco Fei (Italia)
  • Five Living Buildings (by Renzo Piano), di Jonathan Goodman Levitt (Cina/Italia/Stati Uniti)
  • Fuksas – Da tutta la vita, di Elisa Fuksas (Italia)
  • Il ghiaccio in tasca. Mio padre Giuseppe Sinopoli, di Giovanni Sinopoli (Italia)
  • Il gioco del silenzio, di Vincenzo De Caro (Italia/Svizzera)
  • Giudecca, di Maria Tilli (Italia)
  • Give Me the Ball!, di Liz Garbus e Elizabeth Wolff (Stati Uniti)
  • Un hiver russe (A Russian Winter), di Patric Chiha (Francia)
  • In a Time Lapse – A Journey Inside the Album, di Ana Shametaj (Italia)
  • L’incontro, di Fabrizio Galatea (Italia)
  • In un battito (In a Heartbeat), di Giovanni Troilo (Italia)
  • Knife: The Attempted Murder of Salman Rushdie, di Alex Gibney (Stati Uniti)
  • Lorenzo – L’incredibile avventura di Jovanotti, di Dario Zonta e Carlo Zoratti (Italia)
  • Mace – An Out of Body Experience, di Giorgio Testi (Italia)
  • The Match, di Juan Cabral e Santiago Franco (Argentina)
  • Nedo, un italiano, di Ruggero Gabbai (Italia)
  • Non importa dove, di Francesco Fei e Consuelo Moschella (Italia)
  • Nowruz – Nuovo giorno, di Francesco Cannavà (Italia)
  • Once Upon a Time in Harlem, di David Greaves (Stati Uniti)
  • Pétros Ení, di Paula Ortiz (Italia/Spagna/Città del Vaticano)
  • Plus de bruit: Mano Negra! (Make Some Noise: Mano Negra!), di David Dufresne (Francia)
  • Rehearsals for a Revolution, di Pegah Ahangarani (Repubblica Ceca/Spagna)
  • The Secret Reading Club of Kabul, di Shakiba Adil e Elina Hirvonen (Finlandia/Norvegia)
  • Sense of Water, di Mohammad Rasoulof (Iran/Germania)
  • La stanza degli altri, di Enrico Maisto (Italia/Svizzera)
  • Tin Castle, di Alexander Murphy (Francia/Irlanda)
  • To Hold a Mountain, di Biljana Tutorov e Petar Glomazić (Serbia/Francia/Montenegro/Slovenia/Croazia)
  • Tutte le stanze che servono, di Francesca Sironi e Alberto Gottardo (Italia)
  • Ultimo Fellini, di Gianluigi Attorre (Italia)
  • Wax & Gold, di Ruth Beckermann (Austria/Italia/Etiopia)

Best of 2026

  • Ben’imana, di Marie-Clémentine Dusabejambo (Ruanda/Gabon/Francia/Costa d’Avorio)
  • La Bola Negra, di Javier Calvo e Javier Ambrossi (Spagna)
  • Fatherland, di Paweł Pawlikowski (Polonia/Germania/Italia/Francia)
  • Fjord, di Cristian Mungiu (Romania/Francia/Norvegia/Danimarca/Svezia)
  • Hopeu (Hope), di Na Hong-jin (Corea del Sud)
  • Mariage au goût d’orange, di Christophe Honoré (Francia)
  • Minotaur, di Andrey Zvyagintsev (Francia/Germania/Lettonia/Russia)
  • Nina Roza, di Geneviève Dulude-De Celles (Canada/Italia/Bulgaria/Belgio)
  • Notre Salut, di Emmanuel Marre (Francia/Belgio)
  • The Only Living Pickpocket in New York, di Noah Segan (Stati Uniti)
  • El Ser Querido, di Rodrigo Sorogoyen (Spagna/Francia)

Vittorio Zenardi

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