Caso Malagò, il calcio conferma la fiducia ma è sempre più guerra con la politica: le interviste | Video

venerdì, 25 Settembre 2026
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Il Consiglio federale della FIGC ha ribadito una compattezza granitica attorno a Giovanni Malagò, confermandogli piena fiducia nel bel mezzo della bufera legata alla questione del mancato tesseramento prima della elezione che lo ha consacrato nuovo numero uno del calcio italiano con il 68% dei voti. Ma è nel parterre dello Stadio Olimpico, a margine dell’esordio del ‘Mancini bis’ contro il Belgio, che i protagonisti di quello che è diventato un vero e proprio giallo attorno alla guida del calcio italiano si sono incrociati e affrontati a distanza ai microfoni della stampa.

Tra vertici federali, dirigenti del CONI, rappresentanti delle leghe ed esponenti del governo, la serata dell’Olimpico ha offerto un quadro nitido delle posizioni in campo: da un lato il mondo del pallone serrato a difesa del proprio presidente, dall’altro CONI e Ministero dello Sport che richiamano al rigoroso rispetto delle norme e sbandierano lo spettro del commissariamento ormai sempre più imminente. Con il nome di Galliani che circola come potenziale traghettatore, nonostante anche il ministro Abodi lo abbia smentito. Oggi sembra ci sia stato persino un duplice colloquio: il primo tra Malagò e Giorgetti, il secondo tra Marotta e Mantovano. Un tentativo di ricucire lo strappo dopo che il mandato del presidente era iniziato con delle picconate al mondo della politica, ma ormai la strada del commissariamento come si evince dalle interviste raccolte da Lo Speciale sembra segnata.

Malagò rivendica la compattezza del mondo calcio

Arrivando allo stadio per assistere alla sfida degli azzurri, Giovanni Malagò non ha nascosto la propria soddisfazione per l’esito della riunione di via Allegri, ostentando serenità di fronte ai cronisti. “Sinceramente sì, me l’aspettavo ed è una bella cosa per il mondo del calcio, che mi sembra compatto più di sempre”, ha sottolineato il presidente della FIGC.

Sollecitato poi sulla presenza in tribuna autorità del presidente del CONI Luciano Buonfiglio, che aveva apertamente accusato di aver tradito la sua fiducia ha tirato dritto: “Stasera guardiamo la partita, siamo vicini così mi hanno detto. Ci mancherebbe che uno non si parla, però parliamo di calcio”.

Buonfiglio e Abodi alzano il paletto delle norme: “Amici sì, complici no”
Di tono nettamente diverso le dichiarazioni rilasciate a breve distanza dagli altri due attori principali della vicenda. Per Luciano Buonfiglio, presidente del CONI, la vicinanza manifestata dai quadri federali a Malagò non sposta la sostanza giuridica del problema: “Componenti federali sostengono Malagò? Però il problema è un altro. Viviamo in un mondo sportivo che è basato sulle regole. Come ho detto più di una volta, non me le invento io, anzi mi faccio aiutare da chi ne capisce più di me, autorevoli giuristi, e quando sarà il momento provvederemo a decidere”.

Esclusa ogni ipotesi di colloquio chiarificatore informale in tribuna (“L’educazione non vuol dire avere timore, ed essere amici non consente di essere complici”), Buonfiglio è stato perentorio anche sui tempi di una possibile svolta in Giunta CONI e sulle accuse di anti-democrazia rivolte a un eventuale commissariamento: “Quando lo deciderò io. La comunicazione ha un dovere: quello di raccontare i fatti cronologicamente e nel merito. E questa è democrazia”. Con molta probabilità prima di ogni futuro passaggio si aspetterà il termine di questa finestra di gare della Nazionale per non minare la serenità del gruppo squadra.

Sulla stessa linea di rigore formale si è espresso il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha accolto con un “non mi sembra una novità” il verdetto del Consiglio federale. Interpellato sul rischio di un commissariamento della FIGC, il ministro ha chiarito i confini della vicenda: “Ci sono delle regole sportive. Il commissariamento arriva dallo sport, non da altri. Questo è un tema esclusivamente sportivo in questa fase, quindi è inutile andare a cercare fuori. Bisogna parlarne dentro lo sport e io non c’entro”.

Abodi ha inoltre smentito categoricamente le voci su possibili candidature politiche per la gestione straordinaria della Federazione, bollando le indiscrezioni su Adriano Galliani con un secco “non ne ho mai sentito parlare”, per poi concludere con un appello al senso di responsabilità e di dialogo istituzionale con Malagò: “Ci siamo sempre incontrati. Al di là degli aspetti che per ora non mi riguardano, abbiamo reciproche responsabilità nei confronti di un mondo. Non è una questione personale: sbaglia chi la rende solo personale”.

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