Il Colosseo torna ad accogliere i visitatori. A partire da oggi, 26 settembre, il monumento riapre al pubblico dopo tre giorni di chiusura disposti in seguito alla morte di Andrea Moretti, operaio di 22 anni deceduto nella notte tra il 22 e il 23 settembre dopo essere precipitato da un’impalcatura mentre lavorava all’installazione dell’impianto di illuminazione.
A ufficializzare la riapertura è stato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, al termine di una riunione con i dipendenti del Parco Archeologico del Colosseo. «Oggi era il momento di condividere uno stato d’animo con il personale: guardarsi, parlarsi, ascoltarsi come un corpo coeso e andare avanti», ha dichiarato il ministro.
Nel frattempo proseguono gli accertamenti della Procura di Roma per ricostruire la dinamica dell’incidente e individuare eventuali responsabilità. Secondo quanto riportato dall’Ansa, sarebbero sette le persone iscritte nel registro degli indagati. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo in violazione delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. L’iscrizione, tuttavia, rappresenterebbe un atto dovuto anche per consentire lo svolgimento degli accertamenti, compresa l’autopsia sul corpo del giovane, fissata per lunedì 28 settembre.
Restano da chiarire diversi aspetti della tragedia, tra cui l’esperienza maturata da Moretti nell’utilizzo delle imbracature e le modalità con cui stava operando sull’impalcatura.
Proprio lunedì è prevista anche un’assemblea sindacale all’interno del Parco Archeologico, alla quale parteciperanno dipendenti e lavoratori delle ditte in subappalto, categoria alla quale apparteneva il 22enne. Il segretario generale della Cgil Maurizio Landini ha puntato il dito contro la precarietà: «La precarietà non è una sfortuna, la precarietà uccide», ha affermato, ricordando che Moretti lavorava per un’azienda in subappalto.
