Reggio Calabria, Vannacci brinda alla doppia cifra

martedì, 29 Settembre 2026
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Un jet che rompe il muro del suono. È questa l’immagine scelta da Roberto Vannacci per raccontare il debutto elettorale di Futuro Nazionale alle suppletive di Reggio Calabria. Il partito dell’ex generale non conquista il seggio, che va al centrodestra con Fabio Roscioli, ma porta a casa il 10,94% con Domenico Giannetta, fino a poche settimane prima capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale della Calabria. Una doppia cifra che Vannacci legge come un segnale di forza e che, allo stesso tempo, lascia aperte diverse domande sulla reale consistenza del nuovo movimento.

«Futuro Nazionale vola e conquista l’11%. Senza aver mai rinculato di un millimetro», ha scritto Vannacci sui social, rivendicando il risultato e tornando sui punti qualificanti del suo programma: dalla remigrazione al quoziente familiare, dal lavoro a 14 anni allo stop all’invio di denaro a Kiev, fino al no al Green Deal e alle politiche di genere nelle scuole.

Nel post non è mancata una stoccata al centrodestra, con un riferimento alle «scollature». Il bersaglio è la polemica nata nei giorni precedenti il voto intorno all’immagine, modificata con l’intelligenza artificiale e pubblicata sui social di Vannacci, della sottosegretaria forzista Matilde Siracusano, compagna del governatore Roberto Occhiuto. Una vicenda che aveva acceso il confronto politico proprio alla vigilia del voto.

Dal centrodestra, però, la lettura è stata diversa. Occhiuto ha ironizzato su Vannacci che cercava «la sua Sassonia, ma ha preso sassate elettorali», Stefania Craxi ha parlato di assenza di un «effetto Vannacci». Giorgia Meloni ha invece sottolineato la tenuta della coalizione.

Il dato, comunque, merita qualche cautela. L’11% rivendicato da Vannacci è un arrotondamento per eccesso: Giannetta si è fermato al 10,94%. Alle sue spalle, Frank Benedetto, sostenuto dal campo largo, ha ottenuto il 36,6%, mentre Roscioli, candidato dell’intero centrodestra, ha superato il 51%, conquistando il seggio.

Per Futuro Nazionale era il debutto alle urne con il proprio simbolo, dopo la rottura di Vannacci con la Lega. E proprio qui sta il carattere ambivalente del risultato. Da una parte, la doppia cifra consente all’ex generale di rivendicare un esordio significativo. Dall’altra, il candidato scelto non era un volto estraneo alla politica locale, ma un ex capogruppo di Forza Italia, e il centrodestra ha mantenuto il seggio con un margine ampio. Tanto che il Foglio titola: “Manco Vanacci fa vincere la Schlein”.

Resta il fatto che Reggio Calabria non può essere considerata un campione rappresentativo del voto nazionale. Il risultato dice qualcosa sulla capacità di Futuro Nazionale di intercettare consenso in un territorio specifico, ma non consente di misurare la forza del movimento sull’intero Paese. Resta però un elemento politico da osservare: anche una percentuale contenuta su scala nazionale, se concentrata in alcuni collegi, può modificare gli equilibri nei confronti diretti tra centrodestra e centrosinistra. È forse questa, più ancora del brindisi all’11%, la questione che il voto di Reggio Calabria lascia sul tavolo.

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