Il critico d’arte e politico Vittorio Sgarbi è ricoverato al Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il ricovero, avvenuto in modo non programmato, è stato reso noto il 1° ottobre. Al momento non sono stati emessi bollettini medici ufficiali e nessuno è previsto a breve.
Secondo quanto confermato a Lo Speciale dalla struttura sanitaria si trova ricoverato presso il nosocomio e non si tratterebbe di una situazione di routine, al momento non sono previsti bollettini medici. Sgarbi si troverebbe al momento sotto monitoraggio clinico, ma secondo quanto riportato dal sito ilgraffio.net l’ex sottosegretario alla cultura si troverebbe in gravi condizioni in terapia intensiva, ma la notizia non ha trovato al momento conferme ufficiali nonostante sia stata rimbalzata da svariate testate.
Una salute fragile negli ultimi anni
Il ricovero odierno non è il primo affrontato da Sgarbi in tempi recenti. Tra il 2020 e il 2021 il critico aveva superato un tumore alla prostata. Nella primavera del 2025 era stato nuovamente ricoverato al Gemelli per una profonda sindrome depressiva, accompagnata da una marcata perdita di peso e dal rifiuto di alimentarsi. La degenza era durata oltre un mese.
Dopo quella fase, la prima apparizione pubblica si era registrata in febbraio alla Certosa di Ferrara, dove Sgarbi era giunto visibilmente provato, con passo incerto, accompagnato dalla compagna Sabrina Colle. Lo scorso 8 maggio aveva festeggiato il suo 74esimo compleanno a Venezia: tra i primi a porgergli gli auguri era stato il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che lo aveva ricevuto a Ca’ Giustinian.
Le vicende giudiziarie
Negli ultimi mesi Sgarbi è stato al centro di due distinte vicende legali. La figlia Evelina ha presentato un’istanza al tribunale civile di Roma per la nomina di un amministratore di sostegno, sostenendo che il padre non sia più in grado di gestire autonomamente la propria persona e i propri interessi. Sul fronte penale, all’inizio dell’anno è arrivata invece un’assoluzione: Sgarbi è stato prosciolto dall’accusa di riciclaggio nel caso del dipinto “La cattura di San Pietro” attribuito a Rutilio Manetti.
Una carriera tra arte e politica
Nato a Ferrara nel 1952, Sgarbi ha costruito una carriera parallela come storico dell’arte e come uomo politico. L’impegno istituzionale era iniziato nel 1990 come consigliere comunale a San Severino Marche, in quota PSI, seguito dall’elezione alla Camera nel 1992 con il Partito Liberale Italiano, poi con Forza Italia e altre formazioni.
Ha ricoperto la carica di sottosegretario ai Beni Culturali nel governo Berlusconi II tra il 2001 e il 2002, distinguendosi per iniziative legate alla tutela del patrimonio artistico non prive di polemiche. È tornato al governo con l’esecutivo Meloni come sottosegretario alla Cultura dal 2022, dimettendosi nel febbraio del 2024 a seguito di un’istruttoria dell’Antitrust su presunte incompatibilità professionali.
Sul piano amministrativo locale, ha guidato come sindaco San Severino Marche tra il 1992 e il 1993, Salemi dal 2008 al 2012, anno in cui il comune siciliano è stato sciolto, e Sutri dal 2018 al 2023. Nel 2023 è stato eletto sindaco di Arpino, incarico che ricopre tuttora.



