Stragi del 1992, archiviata la pista mafia-appalti: «Giusta, ma mancano le prove»

domenica, 4 Ottobre 2026
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La pista del dossier mafia-appalti come possibile movente delle stragi di Capaci e via D’Amelio viene archiviata. Il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha accolto la richiesta della Procura e chiuso il filone d’indagine contro ignoti, al termine di un provvedimento di oltre 600 pagine. Il giudice considera fondata la direzione investigativa, ma ritiene che non siano emersi elementi sufficienti per individuare responsabilità penali.

Al centro dell’inchiesta c’era il lavoro svolto da Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sulle infiltrazioni di Cosa nostra nei grandi appalti pubblici. Secondo l’ipotesi investigativa, proprio l’intenzione dei due magistrati di approfondire quel dossier avrebbe potuto rappresentare una delle concause degli attentati del 1992. Il gip riconosce il clima di ostilità e isolamento nel quale Falcone e Borsellino si trovarono a operare, ma sottolinea l’assenza di prove in grado di identificare specifici esponenti della magistratura o del mondo politico-imprenditoriale come concorrenti nelle stragi.

Archiviato anche il procedimento che riguardava gli ex magistrati Giuseppe Pignatone e Gioacchino Natoli, oltre all’ex ufficiale della Guardia di finanza Stefano Screpanti. Per loro l’accusa era di favoreggiamento aggravato dall’agevolazione mafiosa in relazione alla presunta gestione del dossier mafia-appalti. Il reato contestato è ormai prescritto. Natoli era inoltre accusato di calunnia, ma per questo secondo capo il gip ha escluso la presenza del dolo necessario.

Nel provvedimento compare anche il nome di Roberto Scarpinato, oggi senatore del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione Antimafia. Il gip critica il comportamento dell’ex magistrato in relazione ai suoi rapporti con Natoli e parla di una presunta «attività depistante» in vista dell’audizione dell’ex collega in Commissione. Le valutazioni del giudice hanno provocato la reazione degli esponenti del centrodestra.

L’archiviazione non chiude però tutte le indagini sulle stragi del 1992. Restano infatti altri filoni investigativi relativi al contesto nel quale maturarono gli attentati, mentre il decreto del gip ricostruisce il clima di fortissima tensione e isolamento che accompagnò il lavoro di Falcone e Borsellino negli ultimi anni delle loro vite.

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