Assisi celebra San Francesco nel giorno della sua festa e nell’ottavo centenario dalla morte del Patrono d’Italia. Il 4 ottobre è tornato a essere festa nazionale e la città umbra ha accolto circa un migliaio di pellegrini, insieme ai rappresentanti di 18 Regioni e altrettanti Comuni capoluogo. Il momento centrale delle celebrazioni si è svolto alla Basilica superiore, dove il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha pronunciato il suo discorso alla Nazione dalla loggia del Sacro Convento.
Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato con forza il messaggio di pace di San Francesco, collegandolo ai conflitti che continuano a insanguinare diverse aree del mondo. «Francesco ci insegna che non c’è colpa maggiore di quella di uccidere altri uomini in nome di Dio», ha affermato il capo dello Stato, mettendo in guardia anche dal rischio di utilizzare la religione per giustificare la guerra.
«In questi tempi segnati da guerre insensate e crudeli, da tanta violenza, manipolazione e arroganza – ha aggiunto Mattarella – l’auspicio è che il sole di Francesco possa illuminare il mondo, convertire le menti indurite dall’odio e indicare la via della pace, della speranza e della serena, fraterna convivenza».
La Messa è stata presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana. Nell’omelia, il cardinale ha parlato di un mondo ancora sedotto dalla «cultura della potenza», capace di alimentare divisioni, nazionalismi e campagne che trasformano l’altro in un nemico.
Zuppi ha indicato proprio nella figura del Santo di Assisi un esempio alternativo: «Si è spogliato di tutto per essere disarmato. Non significa affatto cedevole, accomodante, irrilevante. Il contrario». Richiamando l’episodio del lupo di Gubbio, ha sottolineato come Francesco riuscisse a costruire un rapporto anche con chi veniva percepito come una minaccia, cercando una soluzione fondata sulla pace e sulla convivenza.
«Nessuno sia perduto, neppure il nemico, nostro fratello lupo che ha bisogno di pace e di pane», ha detto ancora Zuppi, ricordando come il messaggio francescano non sia rivolto contro qualcuno, ma rappresenti un invito all’amore e alla fraternità.
Anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha celebrato la ricorrenza, definendo San Francesco «uno dei figli più grandi» dell’Italia. «Ha lasciato tutto per trovare tutto», ha scritto la premier, sottolineando come il Santo abbia contribuito a forgiare l’identità del Paese attraverso un messaggio di semplicità, amore e fraternità destinato a superare le generazioni.
Le celebrazioni erano iniziate nella notte con il suono festoso delle campane. Alle 6 si è tenuta la Messa della comunità dei frati, presieduta da fra Carlos Alberto Trovarelli, ministro generale, seguita dalla preghiera dei devoti davanti alla Tomba del Santo. Al centro della giornata, l’offerta dell’olio da parte dell’Umbria per alimentare la lampada votiva, accesa dal sindaco di Assisi Valter Stoppini a nome, per la prima volta nella storia, di tutti i Comuni italiani.
