L’Ambasciata del Brasile a Palazzo Pamphilj ha ospitato sabato 26 settembre 2026 la sfilata “Stile Sartoriale 2026”, l’evento annuale promosso dall’Accademia Nazionale dei Sartori e dal suo presidente Daniele Piscioneri che quest’anno ha inaugurato un nuovo format interattivo grazie ad un QR Code collegato a una landing page con le informazioni delle settanta uscite, per conoscere direttamente la sartoria o l’atelier che ha realizzato il capo e la casa tessile che ha fornito il tessuto. La scelta della sede è stata resa possibile dalla particolare disponibilità dell’Ambasciatore Renato Mosca de Souza, che ha voluto accogliere la manifestazione negli spazi dell’ambasciata contribuendo a creare una significativa sinergia tra cultura, artigianato e relazioni internazionali. A rendere possibile questo importante appuntamento è stato il personale impegno del Maestro Sebastiano Di Rienzo, Presidente Onorario dell’Accademia, che ha conferito all’ambasciatore il titolo di Socio Onorario dell’Accademia Nazionale dei Sartori, in segno di sincera riconoscenza per l’ospitalità riservata e per la sensibilità e l’attenzione dimostrate nei confronti dell’arte sartoriale e del suo patrimonio culturale. La sfilata “Trame di Stile”, con la regia di Mazzini Eventi, ha portato in scena settanta creazioni uniche realizzate dai Maestri Sarti e dai Camiciai dell’Accademia Nazionale dei Sartori con i tessuti gentilmente offerti dai partner della manifestazione. Per Lo Speciale Giornale abbiamo intervistato in esclusiva Daniele Piscioneri.
Per questa edizione la sfilata viene ospitata nella prestigiosa Ambasciata del Brasile, come nasce l’idea della scelta della sede?
Stile sartoriale è l’appuntamento annuale dell’Accademia Nazionale dei Sartori dove si mette in mostra tutta l’eccellenza sartoriale e in cui tutti i membri accademici hanno l’opportunità di far vedere la loro collezione ed idea di sartoria. Quest’anno abbiamo avuto il piacere di essere ospitati all’Ambasciata del Brasile grazie al lavoro che ha svolto il nostro presidente onorario, il maestro Sebastiano Di Rienzo, che ha potuto farci aprire queste porte in virtù delle sue relazioni internazionali e della sua profonda amicizia con l’ambasciatore brasiliano. Abbiamo pensato, quindi, di aprire questo palazzo per farlo conoscere e per ospitare l’evento dell’accademia.
Oggi il Made in Italy vive un momento di sofferenza, non è facile portare avanti tante realtà sartoriali, quanto la vostra accademia supporta tutto ciò?
Sicuramente non è un periodo di massima espansione, però le nostre eccellenze italiane hanno sempre un punto in più rispetto alle altre. La sartoria italiana è un grande vanto per il nostro Paese, quindi da questo punto di vista la nostra couture rimane sempre quella più ricercata. E’necessario avere la capacità ed il valore di poter tramandare e conservare il nostro fare. La missione importante dell’accademia è sia mantenere vivo questo interesse per la moda, ma anche fare formazione per i nuovi sarti, quindi la mission principale dell’istituzione è quella dell’insegnamento ai nuovi sarti di domani. “Trame di Stile” vuole consolidare ancora di più lo stretto rapporto che, oggi più che mai, deve esserci tra aziende e realtà sartoriali, due attori fondamentali senza i quali la filiera non funzionerebbe. L’Accademia, nei suoi oltre quattro secoli di storia, ha come mission quella di custodire e tramandare alle nuove generazioni di sarti l’arte del fatto a mano. Oggi, la presenza di tanti giovani, è la prova che la direzione intrapresa è quella giusta. La tradizione non deve essere soltanto custodita, deve continuare a generare futuro. E per farlo ha bisogno di relazioni, di formazione, dell’entusiasmo delle nuove generazioni e di un dialogo sempre più stretto tra chi crea, chi produce e chi trasmette il sapere sartoriale.
A proposito di insegnamento, fra i giovani oggi riscontra un interesse verso la professione di sarto rispetto al passato?
Sicuramente c’è un interesse da parte dei ragazzi perché hanno capito che questa non è una professione che si sceglie per ripiego, ma un lavoro importante che dà tantissime soddisfazioni sia a livello economico che personale, ciò ha portato un avvicinamento della nuova generazione. Naturalmente tutto ciò è complicato perché non è un mestiere che possono fare tutti, ma c’è un grande interesse, la dimostrazione di questo è data anche dal fatto che ogni anno l’accademia organizza dei concorsi, un’edizione per la sartoria femminile e una per quella maschile. A livello italiano per la prima sezione abbiamo avuto più di cento partecipanti, numeri importanti.
Si sente supportato dal nostro Governo nella sua attività?
Da un punto di vista pratico si può fare sempre di più, la cooperazione porta a nuove opportunità, il nostro fare e la nostra tradizione è qualcosa che facciamo per il Paese, poiché aumentiamo l’importanza del Made in Italy. Anche la formazione accresce il livello della Nazione stessa, sicuramente si può fare di più, però il Governo già fa la sua parte.
Ci sono dei progetti futuri in cantiere?
L’accademia nasce nel 1575 per volontà di Papa Gregorio XIII, in più di cinquecento anni ha dato tanto e può continuare a fare tanto, portiamo avanti l’idea della sartoria anche dove è complicato. Attualmente svolgiamo un progetto sociale nelle carceri di Rebibbia, facendo avvicinare i detenuti all’arte della sartoria, sono piccole cose che però possono rendere grande una professione.
La serata dello scorso sabato è stata all’insegna della condivisione e soprattutto della valorizzazione del lavoro sartoriale come attesta la consegna di storici premi. Tra i momenti più significativi dell’evento, la consegna del Premio “Vita da Sarto” istituito nel 1978 sotto la Presidenza di Gregorio Luzzi per rendere omaggio ai Maestri che hanno dedicato la propria vita alla professione. Per la prima volta nella storia del riconoscimento il Premio è stato assegnato a una donna: la sarta Silvana Righi Cartei, originaria dell’area livornese, Socia Onoraria dell’Accademia e socia dal 1994. Questo traguardo segna una svolta nella storia dell’Accademia, valorizzando il percorso di una professionista che da oltre trent’anni è parte della comunità dell’Istituzione. Il Premio “Vita da Sarto” è stato inoltre conferito al Maestro Sarto Rino Parisi, calabrese, Accademico Senior dell’Accademia Nazionale dei Sartori dal 1984, protagonista di una lunga attività professionale nella sartoria romana. Il riconoscimento ne celebra la dedizione al mestiere e il lungo percorso all’interno dell’Accademia. È stato inoltre assegnato il premio “Magister Vitae Sutorum” a Sebastiano Di Rienzo, Presidente Onorario dell’Accademia e storico Maestro Sarto dell’Associazione, due volte Presidente, già Segretario Nazionale, attivo a livello internazionale nella promozione della sartoria italiana nel mondo. Il Premio Speciale, unico nel suo genere e istituito ad hoc, gli è stato conferito per il costante impegno nella formazione delle nuove generazioni e per essere da sempre un punto di riferimento fondamentale per l’Accademia e la professione sartoriale. L’iniziativa è stata realizzata in collaborazione con Confartigianato Roma, con il patrocinio di Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Regione Lazio, Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, CNA Federmoda, Confartigianato Moda ed Eccellenza Italiana, grazie al contributo di Lanificio Ermenegildo Zegna, Vitale Barberis Canonico.
crediti fotografici: Riccardo Musacchio/MUSA
L’intervista video a Daniele Piscioneri su Lo Speciale Giornale:







