Report, il Tribunale respinge il ricorso di Ranucci: niente reintegro alla conduzione

sabato, 10 Ottobre 2026
1 minuto di lettura

Niente reintegro immediato per Sigfrido Ranucci alla guida di Report. Il Tribunale del Lavoro di Roma ha respinto il ricorso d’urgenza presentato dal giornalista contro la decisione della Rai di rimuoverlo dalla conduzione della storica trasmissione d’inchiesta di Rai3. La pronuncia riguarda la richiesta cautelare e non chiude necessariamente la vicenda giudiziaria, mentre i legali del conduttore annunciano che valuteranno ulteriori iniziative.

Nell’ordinanza, la giudice del lavoro Donatella Casari ha ritenuto che la riorganizzazione della redazione e la sostituzione di Ranucci non costituiscano una sanzione disciplinare, ma uno strumento legittimo per tutelare il «sereno operare» del programma, alla luce delle forti tensioni emerse all’interno della redazione. La decisione della Rai, adottata a fine agosto, rientrerebbe quindi nelle prerogative organizzative dell’azienda.

Dopo la rimozione, Viale Mazzini aveva prospettato per il giornalista incarichi alternativi, tra cui ruoli al Tg3 e a RaiNews24 oppure la corrispondenza dall’estero. Proposte che Ranucci aveva respinto, giudicandole mortificanti per la storia della trasmissione e per il lavoro della redazione.

La decisione ha suscitato reazioni anche sul piano politico. Le opposizioni, con esponenti del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Alleanza Verdi-Sinistra, hanno denunciato il rischio di un ridimensionamento del giornalismo d’inchiesta e dell’autonomia dell’informazione nel servizio pubblico. La maggioranza e i vertici Rai hanno invece sostenuto che la riorganizzazione rientri nelle competenze editoriali e gestionali dell’azienda.

Soddisfazione è stata espressa da Paolo Corsini, direttore dell’Approfondimento Rai, che ha commentato: «Questa è la conferma che ho, abbiamo, lavorato correttamente, cosa di cui sono sempre stato serenamente certo».

Di segno opposto la posizione dei legali di Ranucci, Franco Focareta, Franco Scarpelli, Stefano Rossi e Roberto De Vita, che hanno dichiarato di rispettare la decisione, pur non condividendola. «Non esaurisce una vicenda fondamentale per la libertà di informazione e l’autonomia professionale nel servizio pubblico», hanno affermato, annunciando che valuteranno i prossimi passi. «Le battaglie di principio giuste si continuano», hanno concluso.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.