Legge elettorale, Mattarella promulga il “Melonellum”: il centrosinistra prepara il ricorso alla Consulta

sabato, 10 Ottobre 2026
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La battaglia sulla nuova legge elettorale si sposta davanti alla Corte costituzionale. Dopo il via libera definitivo del Parlamento e la promulgazione del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, le opposizioni preparano il ricorso contro il cosiddetto “Melonellum”, contestando diversi aspetti della riforma: dalla parità di genere alle sottoscrizioni necessarie per presentare le liste, fino al premio di maggioranza al Senato.

Lunedì alla Camera è prevista una sorta di passaggio di consegne tra i parlamentari di Pd, M5s, Avs, Italia Viva e +Europa e alcuni esponenti della società civile, pronti a proseguire la battaglia sul piano giuridico. Una strategia che ricorda quella adottata durante la mobilitazione contro la riforma della giustizia.

Intanto, l’approvazione della legge produce effetti anche in vista delle elezioni politiche del 2027. Il Movimento 5 Stelle ha infatti messo in campo un’iniziativa al Senato per agevolare la partecipazione delle forze più piccole, aggirando l’obbligo di raccogliere 6mila firme in ogni circoscrizione. Il senatore Luigi Nave ha lasciato il gruppo pentastellato per aderire alla componente di Avs nel gruppo Misto, con l’obiettivo di favorire la nascita di una nuova componente vicina al Nuovo Psi di Enzo Maraio e a Progetto Civico Italia di Alessandro Onorato. L’operazione consentirebbe alla futura lista centrista di raccogliere 1.500 firme.

Dal Movimento assicurano che Nave resta parte del M5s e che non si tratta di una manovra di palazzo, ma di un’iniziativa contro una norma giudicata «liberticida e antidemocratica». Onorato e Maraio hanno ringraziato le forze politiche che hanno sostenuto la loro richiesta, riconoscendo a Giuseppe Conte una risposta concreta. Anche il Pd si dice disponibile ad aiutare le formazioni minori che intendono contribuire alla costruzione di un’alleanza di centrosinistra. Italia Viva, invece, punta a rafforzare i rapporti con i Moderati di Giacomo Portas in vista del progetto “Casa Riformista”.

Resta aperta la questione della leadership della coalizione e delle eventuali primarie. Il M5s vorrebbe organizzarle rapidamente, dopo aver definito un programma comune. Conte ha proposto di convocare il tavolo della coalizione intorno al 20 ottobre, prima della pronuncia della Consulta, che potrebbe arrivare troppo tardi per incidere sul percorso politico.

Il Pd procede con maggiore cautela, anche in vista dell’assemblea del 18 ottobre, chiamata a discutere del mandato della segretaria Elly Schlein e dei rapporti con gli alleati. Avs è invece contraria alle primarie e preferirebbe una figura terza capace di tenere insieme la coalizione. Tra i nomi evocati c’è quello di Silvia Salis, che ha però escluso novità rispetto ai giorni precedenti. Sul confronto tra Conte e Schlein è intervenuto anche Massimo D’Alema, auspicando un’intesa tra le forze progressiste ed evitando divisioni che, a suo giudizio, finirebbero per favorire l’attuale maggioranza.

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