Gasolio, accordo Trump-Putin: prezzi ancora alti in Italia, cosa può succedere

sabato, 10 Ottobre 2026
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L’accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin per riportare sul mercato il gasolio russo potrebbe avere effetti limitati sui prezzi dei carburanti in Italia. Come spiega il Corriere della Sera, le quantità previste sono contenute rispetto ai consumi mondiali e l’Europa continua a mantenere le sanzioni sui prodotti petroliferi russi.

L’intesa prevede 300mila tonnellate di gasolio nell’immediato, altre 500mila a novembre e un ulteriore milione dopo dicembre. Dopo l’annuncio, le quotazioni internazionali hanno registrato una prima flessione, ma il Brent è tornato intorno ai 104 dollari al barile e il Wti sopra i 91.

Secondo Gianni Murano, presidente di Unem, l’accordo può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, ma ha soprattutto una valenza politica. Le forniture potrebbero raggiungere mercati come Turchia, Africa e Corea del Sud, senza entrare direttamente nell’Unione europea a causa delle sanzioni ancora in vigore.

In Italia il diesel self-service è passato da una media di 1,66 euro al litro a gennaio a 2,252 euro il 10 ottobre, dopo aver sfiorato i 2,36 euro a fine settembre. Un eventuale calo delle quotazioni internazionali non si tradurrebbe immediatamente in prezzi più bassi alla pompa: incidono i tempi di adeguamento dei listini, la fiscalità e le strategie delle compagnie petrolifere.

A pesare sull’offerta resta anche la riduzione della capacità di raffinazione russa, colpita dagli attacchi ucraini. L’accordo potrebbe quindi aumentare la disponibilità di gasolio sui mercati internazionali, ma non garantisce un’immediata riduzione dei prezzi per gli automobilisti italiani.

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