“Essere nemici degli Stati Uniti d’America può essere pericoloso, ma esserne amici può essere fatale”. La frase fu pronunciata dall’ex segretario di Stato, Henry Kissinger. Niente di più vero. Molti dei proxi/alleati degli Usa hanno fatto una brutta fine. Come ad esempio i membri del governo del Vietnam del Sud; o come i membri del governo-fantoccio afghano filo-americano, insediato da Washington e poi lasciato al suo destino dalla ignominosa ritirata ordinata da Joe Biden; fino alle monarchie della penisola arabica recentemente abbandonate da Trump alla rappresaglia iraniana. Ora é la volta dell’Ucraina. E’ di qualche giorno fa la storica telefonata tra il presidente Usa, Donald Trump, e il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, nel corso della quale é stato concluso un accordo importante: gli Usa revocheranno le sanzioni sul petrolio russo, limitatamente al gasolio e la Federazione Russa metterà sul mercato statunitense in prima battuta 300.000 tonnellate di gasolio, a novembre altre 500.000 tonnellate e il prossimo anno 1 milione di tonnellate del prezioso e ormai raro prodotto petrolifero. Un grande affare! Questo accordo renderà possibile agli Stati Uniti calmierare il prezzo del gasolio e tenere l’inflazione sotto controllo. La Russia, a fronte del gasolio venduto, avrà entrate pari a circa 4 miliardi di dollari, un’iniezione di liquidità in un momento in cui la crisi inizia a mordere anche Mosca. Se i due protagonisti dell’affare festeggiano, altri, come l’Ucraina e l’Unione Europea, sentono puzza di fregatura. Fregati dal loro grande alleato, gli Usa. Si dice che il leader dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, abbia preso molto male l’accordo Usa-Russia. “Questo accordo é orribile” avrebbe detto Zelensky “sembra un regalo di compleanno per Putin”. Certamente agli ucraini – che hanno carenza di corrente elettrica e di combustibile, a causa degli attacchi russi – questo accordo Trump-Putin sarà apparso come un tradimento. Come anche all’Unione Europea, che continua ad applicare alla Russia sanzioni durissime, che danneggiano ormai soltanto il Vecchio Continente. Ok, ma agli Stati Uniti cosa gliene frega? Niente! Da decenni sono abituati a trattare i loro proxi come colonie. E questo vale anche per l’Ucraina. Finalmente gli ucraini hanno cominciato a capire che sono stati strumentalizzati dalle potenze anglosassoni per i loro brutali interessi geopolitici. E stanno per essere scaricati anche loro, come tutti gli altri.
Putin-Trump a tutto gas. E la Ue e Zelensky si attaccano alla canna
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