Roma, 15 ottobre 2026 – Grande partecipazione e qualità degli interventi per Rivoluzione EcoDigital, il convegno svoltosi a Palazzo Valentini, che ha riunito rappresentanti istituzionali, esperti, innovatori e giovani startup per discutere le sfide della transizione ecologica e digitale, dell’intelligenza artificiale, del futuro del lavoro e della sovranità tecnologica.Una sala gremita, con numerosi partecipanti in piedi, ha testimoniato il crescente interesse verso temi destinati a incidere profondamente sul futuro del Paese.Il successo dell’iniziativa dimostra che c’è una forte domanda di confronto e di proposte concrete. La sfida è garantire i diritti dei lavoratori, sia di quelli che rischiano di perdere il posto a causa dell’intelligenza artificiale, sia di quelli che operano nel settore digitale e che ancora oggi non dispongono di un contratto collettivo nazionale specifico , ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della Rete EcoDigital e presidente della Fondazione UniVerde.Oggi molti professionisti dell’innovazione sono inquadrati attraverso contratti nati per altri settori, come il metalmeccanico o il commercio. È un segnale della necessità di aggiornare gli strumenti della politica e della rappresentanza sindacale di fronte alle trasformazioni in corso .Al centro del confronto, la necessità di investire nella sovranità tecnologica ed energetica dell’Italia e dell’Unione europea, sostenere l’innovazione e costruire un modello di sviluppo capace di coniugare competitività, sostenibilità ambientale e tutela dei diritti.Tra i temi affrontati anche il diritto alla casa, una delle emergenze sociali più sentite dalle giovani generazioni, e il ruolo dell’innovazione ecologica nel miglioramento dei servizi ai cittadini e delle politiche territoriali.Di particolare rilievo gli interventi di Cesare Damiano, già ministro del Lavoro, sul rapporto tra occupazione e intelligenza artificiale; Francesca D’Antuono, già co-presidente europea di Volt, sul diritto alla casa; e Valerio Rossi Albertini, divulgatore scientifico del CNR, sui temi dell’innovazione ecologica e il vicepresidente della commissione ambiente di Roma Capitale Daniele Diaco.Al confronto hanno partecipato anche rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Chieti Giovanni Legnini e numerose realtà imprenditoriali innovative .Protagoniste dell’iniziativa anche le startup giovanili, con progetti e soluzioni presentati da giovani innovatori, molti dei quali tra i 20 e i 30 anni. Esperienze che dimostrano il potenziale delle nuove generazioni e la necessità di accompagnare le loro idee con investimenti, politiche industriali e strumenti adeguati.Dobbiamo sostenere i giovani innovatori e investire nelle loro competenze e nei loro progetti. L’Italia ha le energie e le capacità per essere protagonista di questa trasformazione, ma serve una strategia chiara che metta insieme innovazione, lavoro, ambiente e diritti , ha aggiunto Pecoraro Scanio.L’appello alle istituzioni e alle forze politiche e sociali è chiaro: “La transizione ecologica e digitale vogliamo governarla o subirla? Noi vogliamo governarla”.È questa la sfida della Rivoluzione EcoDigital: costruire un futuro nel quale il progresso tecnologico sia al servizio delle persone, del lavoro, della sostenibilità e dell’autonomia strategica del Paese.
Pecoraro Scanio: Transizione ecodigital e AI vanno governate non subite
Il punto al convegno Rivoluzione EcoDigital
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