Il caro carburante accende la protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori, mentre cresce la preoccupazione per le possibili ripercussioni sui servizi e sull’approvvigionamento delle merci. Dal presidio di Poggio Imperiale, nel Foggiano, fino alla Sicilia, le manifestazioni proseguono e le categorie chiedono risposte concrete al governo. Sullo sfondo, il confronto politico e l’attesa per l’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, previsto per il 20 ottobre.
Nel Foggiano, agricoltori, olivicoltori e trasportatori sono in presidio da lunedì nei pressi del casello autostradale di Poggio Imperiale, lungo l’A14. Alcuni manifestanti valutano di spostare la protesta a Roma. «Le aziende agricole sono al collasso», ha dichiarato Rocco Romagnolo, rappresentante del comitato olivicoltori di Carpino, chiedendo alla politica di verificare direttamente le difficoltà del settore.
In Sicilia, intanto, il rischio riguarda anche il trasporto pubblico su gomma. Anav Sicilia, l’associazione delle aziende di trasporto viaggiatori, ha lanciato l’allarme per le possibili mancate consegne di gasolio ai depositi. Secondo il presidente Antonio Graffagnani, alcuni rifornimenti sono già saltati e, senza nuovi approvvigionamenti entro lunedì, diverse imprese potrebbero essere costrette a ridurre i servizi, garantendo prioritariamente quelli essenziali per studenti e lavoratori.
Il Comitato trasportatori siciliani ha annunciato che il fermo proseguirà fino al 27 ottobre in assenza di impegni formali. La revoca potrebbe arrivare dopo la firma di un protocollo da parte di Salvini. Tra le richieste figurano lo sblocco di circa 104 milioni di euro di pagamenti arretrati, ulteriori 70 milioni per l’annualità 2026-2027 e l’erogazione di 430 milioni di crediti d’imposta sul gasolio già richiesti. Il comitato sollecita inoltre altri 400 milioni per coprire i mesi ancora privi di sostegni.
Sul fronte politico, il deputato del Pd Claudio Stefanazzi ha criticato il governo, accusandolo di non aver predisposto interventi adeguati per affrontare la crisi. Di segno opposto la posizione del sottosegretario al Mit Tullio Ferrante, secondo cui l’esecutivo sta lavorando per sostenere le imprese e contenere gli effetti del rincaro energetico.
