Eurolega a 24 squadre o intesa con NBA Europe: il bivio di Cernobbio

mercoledì, 21 Ottobre 2026
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Il 5 ottobre 2026 i proprietari dell’Eurolega si riuniranno a Cernobbio per discutere il rapporto con NBA Europe. Da una parte c’è il progetto americano da 16 squadre, dall’altra l’espansione europea a 24. Nel mezzo, una trattativa che può cambiare le competizioni, gli investimenti e l’offerta per il pubblico. 

 

La trattativa tra Eurolega e NBA riguarda anche chi segue il basket dal vivo: quali squadre si incontreranno, in quali città e con quale calendario? Sono domande che collegano le scelte dei dirigenti all’esperienza degli spettatori, soprattutto quando una partita diventa parte di un viaggio. Per assistere a una partita della NBA durante un viaggio negli Stati Uniti, molti appassionati italiani prenotano

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. Il progetto europeo apre una prospettiva diversa, un torneo tra club del continente, non il trasferimento del campionato americano. A Cernobbio si discuterà del rapporto con l’Eurolega e dell’organizzazione futura. Per capire la portata dell’incontro, però, occorre separare ciò che le parti hanno già annunciato dalle ipotesi ancora sul tavolo. 

 

Il punto è l’eventuale ingresso della NBA nella proprietà dell’Eurolega, non una semplice collaborazione per organizzare qualche partita. Il 28 settembre, NBA Passion ha riferito dell’arrivo di una proposta e ha precisato che i termini non erano pubblici. 

 

Adam Silver ha ribadito che l’obiettivo resta partire nel 2027, anche senza accordo. Secondo la Gazzetta dello Sport, il vertice NBA considera comunque preferibile un progetto condiviso. A Cernobbio i club confronteranno questa possibilità con il percorso autonomo. Un’apertura alla trattativa non equivarrebbe all’approvazione di ogni dettaglio sportivo e commerciale. 

 

Nel confronto entra anche la FIBA, la federazione internazionale che affianca la NBA nel nuovo torneo e che vuole mantenere un collegamento con il resto del basket europeo. 

 

 

Le formule finora illustrate prevedono numeri e modalità d’accesso diversi. I punti di partenza sono questi: 

 

 

Nel modello iniziale NBA, quindi, un quarto dei posti sarebbe accessibile attraverso i risultati sportivi. La FIBA ha indicato un collegamento con la propria Champions League e con i campionati nazionali, ha mantenuto però alcuni meccanismi da definire. Per i club cambia soprattutto la possibilità di programmare la partecipazione su più stagioni; per il pubblico, la varietà delle squadre da seguire. 

 

L’interesse commerciale ha una spiegazione nei numeri. Il Sole 24 Ore ha indicato in 270 milioni gli appassionati di basket in Europa. Eppure la pallacanestro rappresenta meno dell’1% di un mercato europeo dei media sportivi e delle sponsorizzazioni da circa 45 miliardi di dollari. 

 

Per NBA, la distanza tra la popolarità e i ricavi rappresenta uno spazio di crescita. L’Eurolega porta invece squadre, pubblico e una competizione già organizzata. Chus Bueno, suo amministratore delegato, ha osservato che due leghe separate dividerebbero il valore commerciale e gli spettatori. Il tema economico del negoziato è come distribuire gli investimenti, il potere decisionale e i ricavi, oltre a stabilire chi scenderà in campo. Sono ancora molti i punti aperti e si stanno valutando i pro e i contro da tutti i punti di vista. 

 

Per l’Italia, il dossier riguarda soprattutto Roma e Milano, indicate tra le città del progetto. Milan e PSG dovrebbero creare una sezione basket, mentre Real Madrid, Barcellona e Bayern Monaco dispongono già di squadre impegnate in Eurolega. 

 

Il possibile effetto locale va ben oltre i biglietti. Uno studio di The Sports Consultancy, società che lavora con la NBA, stima per Roma e Milano sei milioni di spettatori in dieci anni. Lo studio considera anche le spese fuori dall’arena, come la ristorazione, gli alberghi e i trasporti. Il pubblico che arriva per una partita può quindi interessare attività molto diverse dal settore sportivo. 

 

 

Per chi segue il basket dal vivo, le conseguenze pratiche dipenderanno dalle squadre partecipanti, dalle città ospitanti e dal calendario. Una nuova lega europea offrirebbe incontri tra club del continente, non trasformerebbe automaticamente una partita italiana in una sfida contro i Lakers o i Celtics. 

 

Bisogna ancora valutare i diritti televisivi, la struttura della competizione e i progetti per le nuove arene. Da questi passaggi dipenderà l’offerta: quali incontri saranno accessibili vicino a casa, quali richiederanno una trasferta e come verranno distribuiti durante la stagione. 

 

Cernobbio può chiarire se l’Eurolega e l’NBA lavoreranno a una competizione comune o porteranno avanti due percorsi distinti. Il passaggio decisivo non sarà soltanto il numero delle squadre, ma l’accordo sulle proprietà, sulla partecipazione e sull’organizzazione. Il 5 ottobre è una tappa da seguire. 

 

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