Ecco perché Vannacci si sgonfia

sabato, 24 Ottobre 2026
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Negli ultimi sondaggi l’effetto Vannacci sembra aver esaurito la sua propulsione iniziale, mostrando in diversi casi una netta inversione di tendenza e una battuta d’arresto nei consensi. Le ragioni di questa flessione sono molteplici e stratificate, a partire dall’inevitabile perdita dell’effetto novità. Come accade di frequente nel panorama politico italiano, la curiosità e l’attenzione mediatica iniziale si affievoliscono rapidamente quando il messaggio diventa ripetitivo e la figura di rottura finisce per trasformarsi in una presenza ordinaria all’interno dei dibattiti quotidiani. Lo potremmo definire l'”effetto circo” dove ogni sera un artista propone il medesimo numero.

​A questo si aggiunge la criticità legata a un posizionamento ideologico schiacciato sull’estrema destra radicale, che rischia di rivelarsi un boomerang strategico. Invece di intercettare un bacino trasversale di insoddisfatti, tale collocazione sembra essersi soffermata su una nicchia marginale che vale percentuali minime, prosciugando così quel più ampio “lago elettorale” potenziale, fatto di astenuti, scontenti e conservatori delusi, su cui il movimento avrebbe altrimenti potuto veleggiare.
​Pesa poi la dinamica del voto utile. La storia recente ha abituato l’elettorato a meteore capaci di partire a razzo, per poi invertire la rotta di 180 gradi e schiantarsi al suolo. Con l’attuale legge elettorale di impianto prevalentemente coalizionale, l’elettore si rende pian piano conto che un voto espresso fuori dalle grandi alleanze rischia di trasformarsi in una testimonianza sterile o in una preferenza del tutto dispersa. In quest’ottica, la leadership del Centrodestra si muove con calcolata prudenza: tenere a distanza il Generale e lasciarlo “cuocere a fuoco lento” permette di disinnescarne la potenziale carica dirompente senza trasformarlo in un avversario frontale.

​Infine, l’ingresso nell’entourage di vecchie figure della politica, spesso gravate da passati fallimenti, mina alla base la credibilità di una narrazione anti-sistema. Un movimento che nasce con l’ambizione di evidenziare le contraddizioni e i limiti accumulati dal Centrodestra negli anni di governi nazionali e comunali (Roma) non può permettersi di riproporre volti già bocciati dagli elettori. Per poter denunciare efficacemente gli errori altrui e riproporre un’alternativa con maggiore forza, serietà e rigore, servirebbero coerenza, facce nuove, uomini di cultura di destra in prima linea e una visione politica davvero attualizzata.

di Amedeo Giustini

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