Cortei in tutta Italia, scontri e cariche: città blindate e fermi preventivi

sabato, 24 Ottobre 2026
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Sabato di tensione nelle principali città italiane, dove le manifestazioni contro il riarmo, il caro benzina e i datacenter sono state accompagnate da scontri, cariche delle forze dell’ordine e lanci di bottiglie e petardi. A Roma 43 giovani sono stati accompagnati in questura dopo essere stati trovati in possesso di passamontagna, guanti, maschere e kefiah. Nel frattempo, Youssef Siher, 30 anni, ritenuto il presunto amministratore della pagina Instagram «Movimento 17 ottobre», è indagato per istigazione a delinquere aggravata.

Nella Capitale gli scontri sono scoppiati nel centro, all’altezza di largo di Santa Susanna, quando il corteo ha cercato di proseguire verso i palazzi istituzionali. Dopo il lancio di bottiglie contro le forze dell’ordine, gli agenti hanno utilizzato idranti e lacrimogeni, dando poi il via a cariche di alleggerimento. In precedenza alcuni manifestanti avevano deviato il percorso raggiungendo l’area del Colosseo e l’arco di Costantino, dove sono intervenuti gli agenti in tenuta antisommossa. Alcuni giovani sono entrati nel monumento, mentre il corteo ha proseguito senza una direzione precisa.

Situazione tesa anche a Torino, dove i manifestanti hanno lanciato razzi e bottiglie contro gli agenti all’altezza del ponte Mosca. La polizia ha risposto con un fitto lancio di lacrimogeni. Il corteo, inizialmente radunato in piazza Castello, aveva già registrato momenti di tensione con cariche di alleggerimento per impedire ai partecipanti di dirigersi verso via Po. I manifestanti hanno poi proseguito lungo Lungo Dora Napoli.

A Bologna la polizia ha caricato i partecipanti in piazza dei Martiri, dopo il lancio di bottiglie e petardi contro gli agenti e i carabinieri. È intervenuto anche un mezzo idrante per allontanare la folla verso via Marconi. A Firenze, invece, il corteo ha cercato di raggiungere il centro passando da ponte Santa Trinita, ma le forze dell’ordine hanno bloccato l’accesso a via Tornabuoni. Si sono verificati contatti, lanci di oggetti e manganellate, prima di un graduale ritorno alla normalità.

Tensioni anche a Milano, dove migliaia di manifestanti, in gran parte studenti universitari, si sono confrontati con le forze dell’ordine in corso Venezia. Il corteo è stato fermato all’altezza di via Borghetto e diversi negozi hanno abbassato le saracinesche per timore di disordini.

Sul fronte delle indagini, gli investigatori stanno approfondendo i contenuti di una chat WhatsApp trovata sul telefono di uno degli indagati per i disordini del fine settimana precedente a Milano. Secondo quanto riportato negli atti, sarebbero emersi messaggi con propositi di aggressione e rapina ai danni delle forze dell’ordine, oltre a riferimenti al danneggiamento di auto di servizio e all’incendio di edifici.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva preannunciato una giornata complessa, assicurando il rafforzamento dei dispositivi di sicurezza nelle città considerate più sensibili. Nel corso della giornata ha ribadito la linea di fermezza del governo contro i fenomeni violenti. Intanto, la posizione di Siher resta al vaglio degli inquirenti, mentre proseguono gli accertamenti sulle mobilitazioni e sulle responsabilità legate agli episodi di violenza.

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