Disuguaglianze in Italia ai minimi dal 2014, ma il rischio povertà resta sopra la media Ue

sabato, 24 Ottobre 2026
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La disuguaglianza nella distribuzione dei redditi in Italia diminuisce e raggiunge nel 2025 il livello più basso dal 2014. Il miglioramento, tuttavia, non basta a colmare la distanza con il resto d’Europa: il Paese continua a registrare valori superiori alla media dell’Unione europea sia per la concentrazione dei redditi sia per il rischio di povertà.

Secondo i dati Eurostat, il coefficiente di Gini italiano è sceso dal 32,2 del 2024 al 31,0 nel 2025, mentre la media europea è passata dal 29,4 al 29,2. L’indicatore misura quanto il reddito sia distribuito in modo diseguale: più il valore è alto, maggiore è la disparità. Il miglioramento riguarda anche i minori di 18 anni, per i quali l’indice è diminuito dal 31,1 al 29,3, avvicinandosi alla media Ue del 28,6.

Restano però significative le differenze sul fronte della povertà. In Italia il rischio riguarda il 18,6% della popolazione, in lieve calo rispetto al 18,9% del 2024, ma ancora sopra il 16,3% europeo. Tra i minorenni la percentuale raggiunge il 23,2%, contro una media Ue del 19,6%. Un dato che evidenzia le difficoltà delle famiglie con figli, nonostante i progressi registrati negli ultimi anni.

Anche la distribuzione dei redditi mostra qualche segnale positivo. Il 20% della popolazione con i redditi più bassi concentra il 7,5% del reddito complessivo, rispetto al 7,2% precedente. Al contrario, la quota detenuta dal 20% più ricco scende dal 39,6% al 38,7%, rimanendo comunque superiore alla media europea del 37,6%.

Il confronto tra i Paesi dell’Unione conferma un quadro molto eterogeneo. Nel 2025 il coefficiente di Gini varia dal 23,0 della Slovacchia, il valore più basso, al 37,7 della Bulgaria, che registra la maggiore disuguaglianza. Seguono tra i Paesi più equi Belgio, Cechia, Slovenia e Polonia, mentre Lettonia e Lituania si collocano tra quelli con le disparità più elevate. Per i minori, la Bulgaria presenta il valore più alto, pari a 41,4, mentre il Belgio registra il più basso, a 20,6.

I dati Eurostat delineano dunque un miglioramento nella distribuzione dei redditi italiani, ma sottolineano anche una criticità ancora aperta: la riduzione delle disuguaglianze non ha ancora portato il Paese in linea con gli standard europei, soprattutto per quanto riguarda la povertà minorile e la capacità dei trasferimenti sociali di ridurre le distanze economiche.

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