Mosca si dice pronta a riprendere i negoziati trilaterali con Kiev dopo il 4 novembre, giorno in cui la Russia celebra la Giornata dell’Unità nazionale. Ad annunciarlo è stato Yuri Ushakov, consigliere del presidente Vladimir Putin, che ha indicato la disponibilità russa a riavviare i colloqui dopo la festività. Tra le possibili sedi per le consultazioni resta Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti. Sul terreno, però, la guerra continua: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre, secondo l’aeronautica ucraina, Mosca ha lanciato 153 droni contro il Paese, 119 dei quali sarebbero stati neutralizzati dalle difese di Kiev.
Gli attacchi hanno provocato vittime e danni in diverse regioni. Nell’area di Dnipropetrovsk, secondo le autorità ucraine, tre persone sono morte e altre 15 sono rimaste ferite, tra cui una bambina di 11 anni. A Vinnytsia un drone ha colpito un edificio residenziale di cinque piani, ferendo sei persone e causando un blackout parziale. Quattro appartamenti sarebbero stati completamente distrutti e 15 ospiti di una struttura privata per anziani sono stati evacuati. Anche Kharkiv è stata colpita: un raid nel distretto di Novobavarskyi ha causato un morto e quattro feriti.
Le offensive hanno interessato anche il territorio russo. A Belgorod, un attacco con droni ha provocato un morto e dieci feriti, tra cui un operatore dei servizi di emergenza. Secondo le informazioni diffuse da fonti locali, nel mirino sarebbe finita anche la zona del grande complesso commerciale MegaGRINN, chiuso al pubblico al momento del raid. Intanto, Kiev ha riferito di aver ripristinato la piena operatività dei sistemi satellitari Starlink e Starshield, considerati fondamentali per le comunicazioni militari e il coordinamento dei droni. Resta però centrale la questione delle forniture di missili intercettori, che il presidente Volodymyr Zelensky ha definito essenziali per contrastare gli attacchi russi.
Sul fronte diplomatico, Zelensky ha ribadito la disponibilità dell’Ucraina a raggiungere la pace, escludendo però nuove cessioni territoriali. Mosca continua invece a rivendicare il controllo dell’intero Donbass, mantenendo ampia la distanza tra le rispettive posizioni. Sono attesi nuovi incontri tra delegazioni ucraine, partner europei e rappresentanti statunitensi, in vista di un possibile nuovo round trilaterale. A complicare il quadro restano le tensioni tra Washington e Kiev, legate alla condivisione di intelligence e al sostegno militare, mentre i raid proseguono contro le infrastrutture e i centri abitati.
Uno spiraglio sul piano umanitario potrebbe arrivare da Oleshky, dove sarebbe stata concordata una tregua a partire dal 27 ottobre per consentire interventi a favore della popolazione civile. Sulla vicenda è intervenuto anche Donald Trump, secondo cui la moglie Melania avrebbe avuto contatti sia con Putin sia con Zelensky, contribuendo al percorso verso il cessate il fuoco. Il presidente americano ha elogiato il suo impegno e non ha escluso una possibile visita della First Lady in Ucraina. Resta da verificare se le iniziative diplomatiche riusciranno a tradursi in una pausa più ampia delle ostilità, mentre sul campo continuano a registrarsi vittime e distruzioni.
