Torino-Lione, sicurezza e ambiente nei cantieri sotto le Alpi

Rocca (Telt): la sicurezza non è solo un sistema di regole
giovedì, 29 Ottobre 2026
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Bologna, 29 ott. (askanews) – Migliaia di lavoratori da venti Paesi scavano sotto le Alpi il tunnel di base della Torino-Lione, 57,5 chilometri. L’opera ha superato il 30 per cento e la conclusione è prevista a fine 2033. In un cantiere di queste dimensioni la prima questione è la sicurezza. “Vogliamo partire dalla persona perché la sicurezza non è solo un sistema di regole, ma è una cultura condivisa attraverso tutta la filiera, le imprese, i 3000 operai che lavorano nei nostri cantieri, le direzioni lavori e anche la committenza – spiega Manuela Rocca, vicedirettrice generale di Telt, il promotore pubblico dell’opera – noi lo viviamo ogni giorno attraverso la strategia che abbiamo costruito perché ogni persona possa essere in grado di ritornare a casa la sera in sicurezza”.Poi l’ambiente. Su polveri, aria, acqua e biodiversità la società applica soglie di allerta più basse di quelle di legge, così gli interventi di mitigazione scattano prima. I materiali di scavo vengono riutilizzati e lungo la filiera valgono protocolli antimafia e di legalità. Resta il nodo del rapporto con i territori che ospitano i cantieri. “Abbiamo costruito degli strumenti appositi – continua Rocca – a partire dal rifiuto dei campi base perché gli operai possano vivere quotidianamente all’interno delle comunità. Abbiamo creato assi di formazione, di inserimento lavorativo per creare competenze che possano lasciare un valore aggiunto ai territori anche dopo che l’opera sarà finita”.

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