Flavio Bolsonaro rompe il silenzio e racconta i motivi della sua partenza dal Brasile. In una diretta sui social dagli Stati Uniti, l’ex candidato alla presidenza ha dichiarato di aver lasciato il Paese perché si considera vittima di una vera e propria «persecuzione». Bolsonaro, sconfitto domenica scorsa al ballottaggio dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva, era partito martedì, raggiungendo la Florida a bordo di un jet privato dopo aver attraversato Argentina ed Ecuador.
Si è trattato della sua prima apparizione pubblica dopo la lettera diffusa mercoledì scorso, nella quale si era proclamato «leader» del Brasile. Durante il collegamento ha raccontato che, lunedì, dopo aver fatto visita al padre Jair Bolsonaro, ex presidente attualmente agli arresti domiciliari, era stato informato dalla polizia del ritiro dei suoi passaporti. Il provvedimento sarebbe stato disposto nell’ambito di un’indagine per riciclaggio di denaro.
Flavio ha quindi ricordato il colloquio avuto con il padre, raccontando un momento particolarmente delicato: «Con gli occhi pieni di lacrime, mi ha detto: “Sai già dove vogliono arrivare con questa storia, vero?”». «Gli ho risposto: “Papà, lo so. Ora so cosa devo fare”», ha aggiunto.
Sulle modalità della sua partenza non ha fornito ulteriori particolari, precisando però di aver preso la decisione insieme alla moglie e senza informare nessun altro. Ha inoltre invitato a non attribuire responsabilità a terze persone.
Nel corso della diretta non sono mancate dichiarazioni politiche. Bolsonaro ha previsto un futuro economico difficile per il Brasile sotto la guida di Lula, sostenendo che il Paese rischia la bancarotta. Infine, ha lasciato intendere di voler tornare a correre per la presidenza, chiarendo che il suo obiettivo non sarebbe necessariamente il 2030: «Non parlo del 2030, parlo di prima».
