Sette persone denunciate e 369 identificate al termine delle manifestazioni non preavvisate che si sono svolte a Roma il 30 ottobre. È il bilancio delle attività condotte dalle forze dell’ordine durante i cortei e i momenti di tensione che hanno accompagnato la giornata di mobilitazione nella Capitale.
Nel dettaglio, due persone sono state denunciate per resistenza aggravata a pubblico ufficiale, altre due per travisamento in luogo pubblico e porto di oggetti atti a offendere. Un soggetto dovrà rispondere di blocco stradale, un altro di porto di oggetti atti a offendere e un settimo di travisamento in luogo pubblico.
La posizione di tutte le persone identificate è ora al vaglio degli uffici competenti della Questura di Roma, che stanno valutando eventuali responsabilità sia sul piano penale sia su quello amministrativo.
Particolare attenzione è rivolta a quanto accaduto in viale Aventino, dove alcuni manifestanti si erano seduti sulla carreggiata per rallentare o impedire le operazioni di identificazione. Il blocco aveva provocato l’interruzione della circolazione stradale e tranviaria. Per ricostruire con precisione la durata dei disagi, la Questura ha avviato un confronto con Atac, anche in vista delle eventuali contestazioni per il reato di blocco stradale e delle relative sanzioni.
Un ulteriore fronte riguarda la provenienza dei partecipanti. Tra le persone identificate, infatti, numerose risultano arrivate a Roma da altre città e province italiane. Per questo motivo la Divisione Anticrimine ha già avviato le procedure per valutare l’eventuale emissione di fogli di via obbligatori, con divieto di ritorno nella Capitale. La durata dei provvedimenti sarà stabilita sulla base delle singole posizioni e nel rispetto dei requisiti previsti dalla legge.
Le verifiche della Questura proseguiranno quindi per accertare le responsabilità individuali e valutare ulteriori provvedimenti nei confronti dei partecipanti alle manifestazioni.
