Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti entrano nella fase decisiva, tra un’affluenza anticipata già consistente, scontri giudiziari e una campagna elettorale sempre più accesa. Sono oltre 50 milioni gli americani che hanno già espresso il proprio voto attraverso il sistema del voto anticipato, circa cinque milioni in più rispetto alla tornata del 2022.
Sul fronte giudiziario, un giudice federale ha bloccato alcune iniziative dell’amministrazione Trump rivolte ai funzionari elettorali. La giudice Trina Thompson ha stabilito che le misure, presentate come strumenti per impedire il voto illegale dei non cittadini, rischiano in realtà di interferire con l’organizzazione delle elezioni e compromettere il diritto di voto degli aventi diritto. Il provvedimento impedisce al Dipartimento di Giustizia di chiedere la separazione delle schede e la cancellazione degli elettori dai registri.
Anche una corte d’appello federale ha respinto la richiesta dell’amministrazione di accantonare circa 20mila voti in California, relativi a persone sospettate di non essere cittadini americani. Secondo i giudici, una simile misura potrebbe provocare confusione e compromettere il regolare svolgimento delle operazioni elettorali.
Intanto Donald Trump prosegue la campagna a sostegno dei repubblicani, promettendo un bonus di 5.000 dollari a ogni cittadino adulto qualora il suo partito riuscisse a mantenere il controllo di entrambe le Camere del Congresso. «Se vincono i democratici avremo una depressione economica. Se vincono i repubblicani avrete 5.000 dollari in tasca», ha dichiarato durante un comizio in Florida, precisando che il denaro dovrà essere speso negli Stati Uniti.
Il presidente ha inoltre contestato i sondaggi che indicano un calo del consenso repubblicano, definendoli «inventati» e sostenendo che i suoi risultati sarebbero molto superiori alle rilevazioni pubblicate.
La campagna coinvolge anche altri protagonisti della politica americana. In Georgia, l’ex presidente Barack Obama è intervenuto a sostegno del senatore democratico Jon Ossoff, impegnato nella sfida contro il repubblicano Mike Collins. Trump, invece, ha attaccato i democratici in Ohio e Alaska, accusando il fronte avversario di presunte irregolarità elettorali.
Tra le notizie della vigilia anche quella relativa a Papa Leone XIV. Il Vaticano ha confermato che il Pontefice, cittadino statunitense ancora iscritto nelle liste elettorali dell’Illinois, ha esercitato il proprio diritto di voto per posta, inviando la scheda dalla Città del Vaticano a Chicago. La Santa Sede ha ribadito la sua convinzione sull’importanza della partecipazione dei cittadini ai processi democratici.
Una tornata elettorale che si sta quindi sviluppando tra promesse economiche, ricorsi giudiziari e mobilitazioni politiche, con il controllo del Congresso al centro della sfida tra democratici e repubblicani.
