Iran pronto a trattare con gli USA. Crolla il petrolio, ma è tregua armata 

martedì, 3 Novembre 2026
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Svolta a Teheran alla vigilia del voto americano. L’Iran tratta, ma si prepara alla guerra.Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha annunciato che la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha concesso al governo “determinati poteri” per portare avanti i negoziati di pace con gli Stati Uniti. “Stiamo cercando di risolvere il problema attraverso il dialogo”, ha detto ai governatori riuniti a Teheran. È il segnale più forte da mesi. A rincarare, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi: “Le consultazioni attraverso i mediatori sono molto intense. Abbiamo presentato le nostre condizioni e il nostro piano. Se Washington sceglierà una diplomazia sincera, noi siamo pronti”. Il piano è quello svelato nelle ultime ore a Doha: un meccanismo in due giorni. Giorno 1: gli USA revocano il blocco navale, cancellano le nuove sanzioni post 17 giugno e ripristinano le esenzioni sul petrolio iraniano. Giorno 2: Teheran riapre lo Stretto di Hormuz.I mediatori qatarioti hanno chiuso però senza svolta. E a confermare la doppia pista, il segretario del Consiglio di Sicurezza iraniano Mohsen Rezaei ha sentito al telefono Vladimir Putin per discutere “la situazione in Medio Oriente”. Intanto i mercati hanno festeggiato: Wti crollato del 6,7% a 97 dollari, Brent a 105. Ma è una tregua armata. Fonti iraniane citate da Reuters dicono che Teheran giudica più probabile un nuovo attacco americano subito dopo le midterm del 3 novembre che un accordo. Khamenei non ha mai dato pieni poteri a nessuno. Se oggi li dà a Pezeshkian, lo fa per due motivi opposti. Uno: se Trump dopo il voto vuole chiudere, l’Iran può dire di aver trattato con la benedizione della Guida. Due: se Trump decide di dare “il martello”, come ha promesso in Iowa, Teheran potrà dire di aver provato fino all’ultimo a evitare la guerra, con Mosca a coprire le spalle. Il piano in due giorni è intelligente perché scarica la palla a Washington. È Trump che deve decidere se togliere le sanzioni prima di vedere Hormuz riaperto. E deve deciderlo a 24 ore dal mid-term, quando ogni concessione all’Iran gli costa voti. Per questo il petrolio scende ma i generali restano in allerta, la tregua è momentanea e decisamente in bilico.

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