Fondazione Sandretto, la coreografia immaginata di Aziza Kadyri

Critica femminista attraverso tessitura e machine learning
mercoledì, 4 Novembre 2026
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Torino, 4 nov. (askanews) – Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta a Torino la prima mostra personale in un’istituzione italiana di Aziza Kadyri, artista uzbeka che vive e lavora a Londra. Nella sua ricerca, Kadyri costruisce un dialogo costante tra storia e finzione, tradizione e innovazione. L’artista ricorre a linguaggi legati all’artigianato, come la tessitura e il ricamo, affiancandoli a sistemi tecnologici avanzati quali l’intelligenza artificiale e il machine learning, per esplorare i temi della migrazione, dello sradicamento e della costruzione dell’identità, con particolare attenzione alle esperienze delle donne dell’Asia centrale e della diaspora. Bernardo Follini curatore di Choreography of the Latent ha raccontato ad askanews l’esibizione, dedicata alla figura della nonna dell’artista e al suo desiderio, da giovane, di diventare una danzatrice di danze popolari tradizionali uzbeke. Il sogno è ostacolato dall’ordine sociale dell’epoca, plasmato dalle strutture patriarcali e socialiste degli anni Cinquanta, che confina la donna alla sfera domestica e la porta a dedicarsi all’industria tessile. L’artista ricorre al machine learning, all’intelligenza artificiale e al motion tracking per sintetizzare una coreografia che riunisce i gesti privati della nonna e i movimenti della danza tradizionale. Il risultato è una coreografia immaginaria e immaginata, latente e possibile, che rappresenta le aspirazioni e i vincoli vissuti dalla familiare dell’artista nel corso della sua vita. La mostra presenta un ciclo di nuove sculture tessili ispirate agli abiti tradizionali in movimento, evocando una performance della nonna dell’artista attraverso una serie di soglie domestiche, anch’esse realizzate in tessuto ricamato. L’installazione è completata da un video a due canali e da una grande parete specchiante che proietta l’installazione in una sua dimensione virtuale. Per l’artista, il dialogo tra le tradizioni artigianali e gli strumenti tecnologici avanzati costituisce una metodologia per orientarsi e contribuire criticamente ai dibattiti sulle pratiche decoloniali e femministe, a partire dalle tracce persistenti dell’Uzbekistan sovietico e post-sovietico.Choreography of the Latent è visibile al pubblico fino al 28 marzo 2027 insieme alle altre tre mostre: La Ragnatela di Andrea Bowers, Point of Return di Joseph Yaeger e dalla Collezione Sandretto Re Rebaudengo le fotografie di Nan Goldin del ciclo The Ballad of Sexual Dependency. Nello spazio espositivo fino all’11 gennaio 2027 anche la mostra personale …Pop.!Crash/(LOON) di Louis Morlaa, vincitore dell’illy Present Future 2025 Prize Exhibition, cura di Leonardo Pietropaolo.

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