Il caso di Jessica Dalla Chiara, emergono dettagli shock sul marito. Ecco i dettagli

venerdì, 6 Novembre 2026
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A pranzo con l’amante nel giorno del funerale della moglie. Poi una festa di compleanno, con tanto di fuochi d’artificio, proprio nella casa in cui la donna aveva perso la vita appena quaranta giorni prima. Sono alcuni dei particolari che starebbero emergendo dall’inchiesta sulla morte di Jessica Dalla Chiara, la 32enne deceduta il 24 giugno 2024 a Bussolengo, in provincia di Verona.

Al centro delle indagini c’è il marito, Nadir Rossi, infermiere di 35 anni, accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Secondo l’ipotesi della Procura, l’uomo avrebbe provocato la morte della moglie somministrandole insulina attraverso alcune flebo, causando gravi crisi ipoglicemiche.

Il pranzo con l’amante nel giorno dell’ultimo saluto

A far emergere ulteriori interrogativi sarebbero stati soprattutto i racconti dei genitori della vittima, che fin dai primi giorni successivi alla morte della figlia avrebbero nutrito forti sospetti sul comportamento del genero.

Secondo quanto riportato dalla stampa, il 28 giugno 2024, giorno del funerale di Jessica, Rossi sarebbe andato a pranzo con l’amante prima della cerimonia funebre. In serata avrebbe nuovamente incontrato la donna, portando con sé anche la figlia minorenne.

La mattina successiva, i due avrebbero persino programmato una giornata al mare. Circostanze riferite dalla madre di Jessica e considerate dalla famiglia particolarmente dolorose, alla luce della recente scomparsa della giovane.

I fuochi d’artificio nella casa dove era morta Jessica

Un altro episodio, raccontato dai familiari e riportato nella documentazione raccolta dalla criminologa Roberta Bruzzone, riguarderebbe quanto accaduto circa quaranta giorni dopo il decesso.

Rossi avrebbe organizzato una festa di compleanno per l’amante proprio nell’abitazione di Bussolengo che aveva condiviso con Jessica.

Durante i festeggiamenti sarebbero stati esplosi anche dei fuochi d’artificio. Il rumore avrebbe spinto alcuni vicini a richiedere l’intervento dei carabinieri.

Secondo il racconto della madre della vittima, quella notte la figlia della coppia avrebbe dormito dai nonni paterni, mentre Rossi e l’amante sarebbero rimasti nell’abitazione, utilizzando anche il letto in cui Jessica aveva perso la vita.

Si tratta di circostanze riportate dalla stampa sulla base delle testimonianze familiari, che non costituiscono di per sé una prova della responsabilità penale dell’indagato.

La polizza vita da 100mila euro e i sospetti della famiglia

Ma a suscitare interrogativi non sarebbero stati soltanto i comportamenti successivi alla morte.

Gli investigatori avrebbero concentrato l’attenzione anche su una polizza assicurativa sulla vita di Jessica, del valore di 100mila euro, il cui indennizzo sarebbe stato incassato dal marito dopo il decesso.

Secondo la ricostruzione accusatoria, il denaro potrebbe rappresentare il movente dell’omicidio.

Ulteriori dubbi sarebbero emersi anche in relazione alla cremazione della donna, avvenuta senza che fosse eseguita un’autopsia. I genitori di Jessica avevano presentato un esposto alla polizia già il 26 luglio 2024, chiedendo che venisse fatta chiarezza sulle circostanze della morte della figlia.

Le indagini e le presunte bugie del marito

A complicare ulteriormente il quadro investigativo sarebbero state alcune incongruenze nei racconti dell’uomo.

Stando a quanto riportato negli atti dell’indagine e ricostruito dalla stampa, Rossi avrebbe fornito versioni differenti sulle condizioni di salute della moglie, parlando inizialmente di una malattia non ancora identificata e successivamente prospettando anche l’ipotesi del suicidio.

Gli accertamenti medici avrebbero invece evidenziato episodi di ipoglicemia compatibili con somministrazioni di insulina non giustificate da necessità terapeutiche.

Anche l’amante avrebbe riferito agli investigatori alcuni comportamenti sospetti, tra cui la ricezione di una presunta email inviata da Jessica quando quest’ultima era già deceduta. Nell’inchiesta sarebbero inoltre emerse ricerche effettuate dall’indagato sull’ipoglicemia e sull’utilizzo dell’insulina.

Una morte ancora al centro dell’inchiesta

A oltre due anni dalla morte di Jessica Dalla Chiara, gli investigatori starebbero dunque ricostruendo non soltanto le circostanze cliniche del decesso, ma anche i rapporti familiari, le dichiarazioni e i comportamenti dell’uomo.

Nadir Rossi resta accusato di omicidio volontario pluriaggravato, ma la sua responsabilità penale dovrà essere accertata nelle sedi giudiziarie. Le circostanze riferite dai familiari e riportate dalla stampa saranno valutate nel quadro complessivo degli elementi raccolti dagli inquirenti, nel rispetto della presunzione di innocenza.

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