La minaccia informatica torna al centro dell’attenzione del Governo. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha convocato per martedì 10 novembre, al Viminale, una riunione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica. Sul tavolo ci saranno i rischi per la sicurezza del Paese legati alla crescente offensiva cyber e agli attacchi informatici che nelle ultime settimane hanno interessato diversi obiettivi sensibili.
A delineare la gravità dello scenario è stato il ministro per gli Affari europei, Tommaso Foti, in un’intervista al Corriere della Sera. Secondo l’esponente del Governo, gli attacchi contro ospedali e supermercati rappresentano un segnale di una possibile guerra ibrida. Tra gli esempi citati, anche la manomissione dei sistemi che regolano la temperatura dei frigoriferi destinati alla conservazione degli alimenti e delle sacche di sangue. Episodi che, secondo Foti, costituiscono vere e proprie azioni ostili contro la sicurezza nazionale.
Il ministro ha assicurato che l’Agenzia per la Cybersicurezza nazionale è operativa e sta lavorando per evitare che l’Italia si trovi impreparata di fronte a un quadro internazionale profondamente cambiato. Sulla possibile matrice russa degli attacchi, Foti ha invitato alla cautela in attesa delle verifiche dell’intelligence, pur sottolineando che diversi indizi sembrerebbero ricondurre a Mosca. Non ha escluso neppure un collegamento con il sostegno italiano ed europeo all’Ucraina.
Preoccupazione anche per le minacce rivolte al vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, finito nel mirino di ambienti filorussi sul dark web, dove sarebbe stata pubblicata una taglia per ottenere informazioni sulla sua famiglia. In un’intervista a Il Giornale, Tajani ha spiegato che la vicenda è monitorata da due giorni e ha ricordato il potenziamento delle strutture di sicurezza del ministero, con una direzione generale dedicata e una sala operativa cyber attiva 24 ore su 24, collegata all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale.
Il vicepremier ha assicurato che il livello di protezione è massimo e che le difese informatiche sono pronte a rispondere a eventuali intrusioni. Un quadro che rende ancora più urgente il confronto convocato al Viminale, chiamato a valutare l’evoluzione delle minacce e le misure necessarie per proteggere le istituzioni e i cittadini.
