Addio al “Divo Giulio”

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A 94 anni si è spento a casa sua Giulio Andreotti, senatore a vita e 7 volte Presidente dle Consiglio.

E’ stato lui il protagonista della scena politica italiana nella seconda metà del secolo scorso, esponente della Democrazia Cristiana che per tanti anni è stato il primo partito del nostro paese.

L’ex senatore a vita era stato ricoverato il 3 maggio dell’anno scorso al Policlinico Gemelli di Roma per una crisi respiratoria. Da allora, dimesso dall’ospedale, le sue condizioni erano migliorate ma non si era mai ripreso completamente.

Niente funerali di stato per lui, ma solo una funzione privata e la camera ardente è stata preparata in casa. Amici e colleghi potranno entro domani rivolgergli l’ultimo saluto, poi le esequie alla Basilica di San Giovanni dei Fiorentini a Roma.

Il “Divo” è stato sicuramente una delle figure più controverse della politica italiana, ha vissuto alcune delle battaglie civili più importanti come quella per l’aborto e quella per il divorzio, ed è stato accusato anche di gravi reati, come l’essere il mandante  dell’omicidio Pecorelli nonché di essere uno dei principali referenti della mafia italiana.

Celebre la frase che pronunciò in quella circostanza: “Non sono pronto per la morte. Spero di morire il più tardi possibile. Ma se dovessi morire tra un minuto, so che non sarei chiamato a rispondere né di Pecorelli, né della mafia. Di altre cose sì, ma su questo ho le carte in regola”.

Assolto da tutte le accuse, anche grazie alla prescrizione.

Tale l’imponenza della sua figura che Paolo Sorrentino qualche anno fa decide di realizzare un film su di lui che partecipa anche al Festival di Cannes: Il Divo. Dalla pellicola Andreotti ne esce come l’artefice di mille nefandezze, si è sfiorata la querela, ma poi ha deciso di lasciar perdere: una notizia smentita del resto equivale casomai ad una conferma.

Celebri aòlcune sue frasi che sono entrate a far parte del linguaggio collettivo di tutti, ricordiamone alcune:

“A parlare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”

“Il potere logora chi non ce l’ha”

“l’umiltà é una virtù stupenda, ma non quando si esercita nella dichiarazione dei redditi”.

Dodi

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