Lasciatevi prendere dal “Panico”

Musica

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Malareputazione: il loro nome è tutto un programma. Omaggio al primo lavoro del 1952

“La Mauvaise Réputation” del francese Georges Brassens, il trio di artisti è composto

da Federico Gaeta (voce, testi e chitarra), Stefano Cozza (chitarra) e Martina Tiberti (basso).

Nati e cresciuti professionalmente nella Capitale, attraverso numerose esibizioni dal vivo,

sono arrivati al loro secondo album dopo il successo di quello d’esordio, “L’arena instabile”

del 2007. Di questo nuovo lavoro, “Panico”, in uscita il 3 giugno per l’etichetta

Altipiani Factory, noi di What’s Up abbiamo avuto il piacere di ascoltare l’anteprima e

vogliamo raccontarvelo.

Dieci canzoni piacevoli, orecchiabili e cadenzate nelle melodie, delicate ma decise,

richiamano al primo ascolto il rock d’autore dei primi Litfiba, R.E.M. e Cranberries. Particolarmente attuali, suggestivi e “filosofici” i testi, che si ispirano a gruppi quali Baustelle, Afterhours e che intendono omaggiare la generazione dei trentenni di oggi: quella appunto del “panico”.

Ogni canzone costruisce nell’insieme un vero e proprio concept album, un racconto della vita di chi, in un epoca priva di qualsiasi certezza come la nostra, si trova a ripetere meccanicamente sempre gli stessi gesti, si affanna ad avere qualsiasi cosa sotto controllo ed invece si avvicina pericolosamente ad un vero e proprio attacco di panico, che non necessariamente deve concretizzarsi o essere consapevole. A questo punto, la vita, nel susseguirsi delle note, si riveste di numerose simbologie e prende  le sembianze di un ballo senza fine, di una folle corsa, di un amore passionale o della bellezza della città di Parigi. Davvero un lavoro apprezzabile, da godersi tutto in un sorso.

Ecco le dieci tracce dell’album. Buon ascolto!

 

01. Panico

02. Balla (la canzone della vita)

03. La folle corsa

04. Ora che è semplice

05. Odio l’estate

06. Irene e il suo cavallo

07. Conosco il tuo segreto

08. Il talento di Modigliani

09. Parigi

10. La parte più sana

 

Denise Penna

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