Venezia: applausi per il primo film italiano in concorso

Cinema

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Fiumi di applausi per il primo film italiano in concorso alla settantesima edizione del Festival del Cinema di Venezia.

Si tratta di  Via Castellana Bandiera di Emma Dante, pellicola tratta dall’omoinimo romanzo ambientato a Palermo.

Un film tutto al femminile, come le due protagoniste: la trama ruota oinfatti tutta intorno ad un casuale incontro tra due donne, per strada, entrambe al volante, ferme in un vicolo, quello di Via Castellana Bandiera appunto, ognuna decisa a non cedere il passo all’altra, a non lasciarla passare. Da un lato ci sono una ragazza con la sua fidanzata, dall’altro una donna anziana famosa in tutto il quartiere per la sua testardaggine (li, nello stesso vicolo, una volta ha atteso anche fino alla 3 del mattino che la macchina di fronte a lei facesse retromarcia e la facesse passare per prima). Un duello quello tra le due donne che non è semplicemente fatto di sguardi o di dialettica, ma arriva anche al piano fisico mettendo da parte il concetto per cui questo debba essere esclusivo degli uomini. Ben presto anche l’0intero quartiere vi prenderà parte schierandosi chi da una parte, chi dall’altra. La pellicola sembra una piéce teatrale, ma del resto é proprio a teatro che Emma Dante ha mosso i primi passi e si è affermata, per questa storia però, ha voluto cimentarsi e confrontarsi col grande scherma: “era una storia più adatta al cinema che al teatro”, ha infatti affermato. La stessa regista interpreta una delle due protagoniste, insieme ad una straordinaria Elena Cotta, al suo primo debutto cinematografico.

Terza donna cardine del film é Alba Rohrwacher che interpreta Rosa, una disegnatrice “punkabbestia” con una riga nera tatuata dal collo al piede. Alba ed Emma nel film sono una coppia omosessuale ma la Dante ci tiene a precisare: “Niente etichette, per me sono solo due persone che si amano, sono stanca di sentire specificare sempre le preferenze sessuali di una coppia quando non sono etero, come a voler sottolineare le differenze. Non c’è alcuna differenza”.

 

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