Metodo stamina: arriva lo stop del Ministero, ma è polemica

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Sembra essere terminata l’avventura di Vannoni e del suo metodo Stamina, la sperimentazione ha avuto lo stop del ministro della salute, Beatrice Lorenzin.

Il comitato scientifico chiamato dal Ministro ha definito la sperimentazione come caratterizzata da “potenziali rischi” oltre che da “inadeguata descrizione”.

“Purtroppo l’epilogo di questa vicenda non è stato positivo. La sperimentazione del metodo Stamina non può essere proseguita perché il metodo è pericoloso per la salute dei pazienti», ha spiegato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, durante la conferenza stampa convocata d’urgenza per illustrare la decisione. Il comitato scientifico «composto dai massimi esponenti del settore – ha spiegato il ministro – ha
dato una valutazione negativa del metodo ma non dando un giudizio a priori, bensì dando un giudizio in merito alla ripetibilità e sicurezza del metodo stesso». Nel percorso
parlamentare, ha detto Lorenzin, «abbiamo ammesso delle deroghe alla normativa sulle sperimentazioni cliniche, ma nonostante tali deroghe l’esito è negativo perché non si rientra nei parametri per poter continuare questa sperimentazione”.

“Spero quindi che ci sia da parte di tutti rispetto per il rigore e la serietà con i quali il comitato ha svolto il proprio lavoro”, ha concluso Lorenzin ringraziando anche il Parlamento e sottolineando che “non possiamo prendere decisioni che vadano contro il metodo scientifico perché una delle conquiste della storia è proprio il rispetto per il metodo scientifico a tutela della salute delle persone”.

In sostanza la sentenza è questo: le cellule staminali sono pericolose, ma Vannoni ribatte: “Pericoloso è l’operato del Ministro”.

Insorgono anche le associazioni dei malati che chiedono libertà di cura e reclamano a gran voce le cellule staminali. “Per il ministro noi siamo morti che camminano, ormai non mi sorprende più nulla. Visto che non abbiamo avuto risposte neppure dal Papa, ci rivolgeremo alla Corte Europea dei Diritti umani di Strasburgo”,  ha affermato Sandro Biviano, portavoce dei malati che dal 23 luglio scorso presidiano notte e giorno piazza Montecitorio.

E’ giusto negare una sperimentazione per i suoi rischi, o sarebbe forse più giusto vederne gli aspetti positivi?

Grazie alla trasmissione “Le Iene” e al movimento che è nato attorno al metodo Stamina a seguito dei servizi mandati in onda dal programma, conosciamo gli effetti che questa sperimentazione stava avendo sui malati che hanno potuto usufruire delle prime infusioni presso gli Spedali di Brescia.

Una parte della comunità scientifica che ha avuto in cura i malati ha potuto constatare con i propri occhi i miglioramenti dei pazienti, spesso si tratta di bambini a cui erano stati dati pochi mesi di vita ma che grazie all’infusione delle cellule staminali stavano avendo grandi progressi rispetto alle malattie che li affliggono.

Per questo resta aperto un appello, quello di questi medici e dei loro pazienti, rivolti al Ministro Lorenzin ed al suo comitato scientifico che ha ritenuto vaga la descrizione degli effetti della sperimentazione: l’appello è quello di andarli a vedere personalmente, dai diretti interessati.

Gianluca Migliozzi

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