Il decreto scuola è legge

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Il Senato ha dato il via libera al decreto legge in materia di istruzione. Il provvedimento, approvato con 150 sì, 15 no (Lega) e 61 astenuti (M5S e Sel), diventa legge.

I senatori del Gruppo Misto-Sel, annunciando il voto di astensione, parlano di “occasione persa”. “Le briciole non sono sufficienti a risanare una scuola impoverita dai tagli indiscriminati avvenuti negli ultimi vent’anni”, spiega la senatrice Alessia Petraglia, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in commissione Istruzione a palazzo Madama, disapprovando la scelta del governo “di rifugiarsi, ancora una volta, nell’abusata decretazione d’urgenza, anziché presentare una legge quadro in materia”.

Soddisfatta, invece, il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Maria Chiara Carrozza. ”Dopo anni di sacrifici, di ‘tagli alla cieca’, come ci ha ricordato anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, questo decreto – sottolinea – restituisce finalmente risorse e centralità al mondo dell’Istruzione. Sono orgogliosa del lavoro fatto, anche nel passaggio in Parlamento, dove sono arrivati miglioramenti e proposte sulle quali mi impegno a proseguire il confronto”.

Borse per il trasporto studentesco, fondi per il wireless in aula e il comodato d’uso di libri e strumenti digitali per la didattica, finanziamenti per potenziare l’orientamento in uscita dalla scuola secondaria e per la lotta alla dispersione, innovazioni nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro. Ma anche un piano triennale di assunzioni dei docenti e degli Ata, la stabilizzazione di oltre 26mila insegnanti di sostegno, novità sul fronte dell’edilizia scolastica. Sono alcuni dei principali contenuti del decreto approvato.

Gianluca Migliozzi

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