“La classe digerente”: il cabaret civile di Elio Crifò

Cultura

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Il cabaret civile di Elio Crifò  è un invito alla rivolta, un grido che tenta di scuotere la coscienza di una società contemporanea, ormai “congelata” e fuori dalla storia.
La classe digerente”, da lui scritto e interpretato, è un monologo che già dal caustico titolo palesa il suo bersaglio dialettico.
Quella classe dirigente che ha amministrato l’Italia negli ultimi decenni, che diventa “digerente” per la sua capacita di perseguire solo interessi personali, o al massimo quelli dell’élite di turno.
Lo spettacolo inizia da ‘Malarazza’, il successo di Domenico Modugno col famoso ritornello ‘Tu ti lamenti, ma che ti lamenti? Pigghia nu bastoni e tira fora li denti!’’, versione censurata di un lamento del poeta Virgo.
Lo stesso Crifò spiega questa scelta:
comincio da lì per dire che nel paese del sole tutto viene messo nell’ombra, tutte le cose avvengono nell’ombra.
Lo scrittore e giornalista venezuelano Naìm afferma che ‘fino a pochi anni fa le mafie avevano molta influenza all’interno del governo, mentre oggi sono i governi stessi ad essere a capo di reti illegali internazionali’.
Lo spettacolo diviso in due parti, ha un primo tempo che gioca ironicamente sulla contrapposizione tra l’immagine fumettistica del criminale, confezionata dai mezzi di comunicazione, e la realtà del mondo delinquenziale, perfettamente inserito nella nostra società.
Il secondo tempo è invece un provocatorio appello alle più importanti famiglie criminali d’Italia e sopratutto alla “star” Matteo Messina Denaro.
Nel fluire di parole, perfettamente ritmate per l’intera ora e mezzo di spettacolo, si materializzano nella nostra mente i fatti che hanno segnato la storia recente del nostro Paese, dall’omicidio di Pasolini al suicidio di Calvi “ il più creativo della storia”, fino ad arrivare ai  casi  WikiLeaks  e dello sversamento dei rifiuti nella Terra dei Fuochi.
La  fedele narrazione fa crescere in noi una certa nausea mista a sdegno.
Dopo la presa di coscienza Crifò ci invita però all’azione concreta, per non diventare ancora una volta tutti complici.
Intenso il finale con “il monologo riconciliatore dello Stato”. Nove minuti di scuse per tutte le “ombre di Stato”.
Lo spettacolo, presentato da Distribuzione Indipendente e Ske! Entertainment sarà replicato il 27 aprile sempre al Teatro Golden di Roma per poi raggiungere tutta Italia quest’estate.

Vittorio Zenardi

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