Progetto Stadio San Paolo: parla il progettista Giovanni Bello

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Il progetto realizzato dallo studio d’architetti Effepiù per la ristrutturazione del nuovo Stadio San Paolo sta facendo il giro del web: nonostante non si tratti di una richiesta ufficiale da parte della SSC Napoli, la prefigurazione ideata dai tre progettisti Giovanni Bello, Enrico de Cenzo e Luigi Innamorato ha subito riscosso il favore del pubblico.

What’s Up ha intervistato per voi Giovanni Bello, ecco cosa ci ha raccontato!

Ciao Giovanni! La vostra idea del Nuovo Stadio San Paolo non viene da una richiesta ufficiale del Napoli, ma si tratta di una prefigurazione che avete fatto quasi per diletto. Com’è nata l’idea?

L’idea di realizzare il progetto per vedere come potrebbe diventare il San Paolo è nata quasi per gioco. Lavorando molto, ogni tanto abbiamo bisogno di dedicarci anche a progetti che ci piacciono veramente, che abbiamo nel cuore, come appunto lo stadio. L’abbiamo caricato sul sito del nostro studio ed in poche ore le immagini hanno fatto il giro del web, ricevendo molti apprezzamenti, non ce lo aspettavamo neanche noi!

Quindi è nato tutto per vostra volontà?

Si, abbiamo deciso di cimentarci in qualcosa che ci ispirava passione ed è nato il progetto. Inoltre il tutto è stato fatto anche per esigenze reali, perchè la necessità di rifare il San paolo è visibile a tutti. Le condizioni in cui verte attualmente sono disastrose, spesso anche richiose per gli spettatori.

Chi conosce l’Alliance Arena di Monaco non può fare a meno di notare alcune attinenze tra i due progetti. Il vostro San paolo è volutamente ispirato allo stadio del Bayer o è stata una casualità?

Il nostro progetto è volutamente ispirato all’Alliance Arena, lo abbiamo visto ed è uno stadio che ci piace molto, sia dal punto di vista estetico che per come è stato realizzato il progetto. Anche il San paolo potrebbe essere realizzato con materiali plastici e di vetro, in modo da realizzare il gioco di luci e colori caratteristico dell’Alliance, stavolta però richiamando sicuramente i colori del Napoli, quindi il bianco e l’azzurro.

Quanto costerebbe mettere in atto l’intero progetto?

Partiamo dal fatto che non si tratta di partire da zero ma piùttosto di una ristrutturazione di un’opera già esistente. La cifra non è altissima, si parla di circa 80milioni di euro per ristrutturare lo stadio, mentre con la riqualificazione di tutte le aree circostanti arriveremo a circa 120milioni di euro.

Se parliamo invece di tempistica?

Tutti i lavori potrebbero concludersi nel giro di tre anni e mezzo.

Il San paolo è l’unico grande stadio in città. Durante questi tre anni e mezzo, il Napoli potrebbe ancora sfruttarlo per il campionato e gli allenamenti, o sarebbe costretto a trasferirsi momentaneamente in una struttura fuori città?

Il tipo di lavori che bisognerebbe fare consentonoi tranquillamente di continuare a sfruttare lo stadio. Siamo stati a Marsiglia, li hanno fatto una copiosa ristrutturazione dello stadio, ma durante i lavori la squadra continuava ad allenarsi e a giocare normalmente all’interno della struttura.

Nel vostro progetto è compresa anche una fermata della cumana direttamente fuori lo stadio…

Si, pensiamo che migliorare le infrastrutture sia fondamentale. Attraverso delle galleria sotteranee si può collegare la cumana direttamente allo stadio. Sarebbe un modo per tutelare l’ambiente e migliorare la viabilità stradale.

A proposito di viabilità stradale, altra cosa che avete ideato è la chiusura della bretella che porta da Viale Augusto a Viale kennedy. Quella è una strada molto trafficata, non si creerebbe un problema di ordine?

La bratella non sparirebbe del tutto, ma verrebbe semplicemente rifatta sottoterra. Ciò al contrario diminuirebbe il traffico e ci potrebbero essere quindi gli accessi diretti ai parcheggi sotteranei, creati per i mondiali nel 90 e mai utilizzati.

Per fare tutto ciò, ci vorrebbe la cooperazione di tutte le Amministrazioni Pubbliche.

Ovviamente si, l’incremento dei mezzi pubblici è di importanza vitale e le Amministrazioni Comunali dovrebbero darsi un bel da fare per mettere tutto a punto.

Per il Comune palriamo di un bell’investimento economico…

Anche questo è risolvibile: i fondi per incrementare i trasporti pubblici e far partire i lavori nelle aree cirocstanti allo stadio verrebbero dalla vendita del San Paolo.

La vendita dello stadio al Napoli?

Assolutamente si. SIamo convinti che lo stadio debba essere di proprietà e competenza della società calcistica. Le amministrazioni comunali non hanno più la forza e i fondi per gestire strutture del genere, mentre le società ne hanno la forza e anche tutti gli interessi.

Cosa rappresenterebbe la riqualificazione dello stadio?

Si inserirebbe in un contesto più ampio che vede la rinascita dell’intera città. Potrebbe essere l’inizio della rivincita dei napoletani.

Se De Laurentis e De Magistris, visto il tam tam del vostro progetto, dovessero chiamare?

Ne saremmo felicissimo, il progetto è già loro. Glielo daremo anche gratis. Purtroppo sappiamo che non è facile per dei giovani progettisti essere scelti per un’opera cosi importante, ma saremmo disposti anche solo a collaborare.

In bocca al lupo allora!

Grazie, crepi il lupo!

Dorotea De Vito

 

 

 

 

 

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