La nona giornata contro l’omofobia

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Sabato scorso, 17 maggio, il mondo si è riunito sotto un’unica bandiera colorata per festeggiare la giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia.
In Italia più che in altri paesi d’Europa, il tema dell’omofobia è all’ordine del giorno, purtroppo sempre per motivi di cronaca: solo nel 2013 oltre il 21% delle segnalazioni per discriminazione riguardava l’orientamento sessuale. Senza parlare degli episodi di bullismo nelle scuole oltre ai maltrattamenti denunciati da centinaia di ragazzi adolescenti che troppo spesso sono ricorsi al suicidio per sfuggire al disagio provocatogli da chi li circonda.
In occasione di questa giornata le più grandi città d’Italia hanno organizzato numerose manifestazioni e attività:
a Milano si è puntato sul flashmob che si è svolto in Piazza Argentina sulle linee della metropolitana con lo slogan “l’omotransfobia è al capolinea”, in Sicilia è stata fatta una campagna pubblicitaria per invitare tutti a scattare dei selfie da pubblicare poi sul socialnetwork con l’hashtag #stopomofobia. Cinque giorni di teatro con spettacoli a tema a Bergamo, la Piazza dei Celestini di Bologna si è invece riempita di giovani e famiglie che hanno preso parte agli innumerevoli giochi organizzati per l’occasione.

A Napoli in migliaia hanno partecipato al corteo organizzato dall’Arcigay e la giornata è proseuita con convegni e dibattiti per poi concludersi con la proiezione del film “Felice chi è diverso” di Gianni Amelio che ha visto la partecipazione in sala del regista e del sindaco Luigi De Magistris.
E’ stata una giornata molto sentita un po’ ovunque che ha riscosso grande successo e ha visto la partecipazione di tantissime persone.
Forse c’è speranza, la speranza che il nostro paese risponda al grido dell’Europa che chiede da tempo un adeguamento alle leggi presenti nel resto dell’UE che garantiscono pari diritti e soprattutto pari dignità alle coppie omosessuali.

Gianluca Migliozzi

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