Recensione Surrounded

Cinema

Surrounded opera prima di Laura Girolami e Federico Patrizi appartiene al filone dei thriller con “intrusione domestica” denominato negli States “home invasion”, dove la sicurezza del focolare domestico viene violata ed infranta.
Assistiamo a ventiquattro ore della vita di una giovane insegnante (Tatiana Luter) dopo che il marito, un avvocato (Daniel Baldock), si assenta per un viaggio di lavoro.
Rimasta sola nella sua villa di campagna completamente isolata, con un figlio in grembo la donna inizia ad essere perseguitata da invisibili e inafferrabili presenze, che la assedieranno sempre più con il sopraggiungere della notte.
I due registi, grazie ad un uso sapiente dei movimenti di macchina riescono a creare fin da subito un atmosfera di sottile ma cupa tensione, la casa stessa si fa altro, labirinto minaccioso, rifugio e prigione.
Inquadrature deformanti e prospettive panoramiche grandangolari vanno in questa direzione, come l’uso del materiale sonoro che non sempre ci fa sentire quello che realmente dovremmo.
La macchina da presa indugia ossessivamente su quadri, statue e oggetti di uso quotidiano, trasformandoli in qualcos’altro, conferendogli una vita propria.
Spesso è il fuoricampo che insinua in noi il dubbio svelandoci qualcosa di nuovo che la protagonista no sa ancora.
Se la sceneggiatura può apparire debole e i dialoghi possono sembrare a volte superficiali, c’è da dire però che l’accurata messa in scena sopperisce e nobilita il film che ha la sua vera forza nel non visibile e nel non detto.
Anche il segreto inconfessabile della protagonista che ribalta le nostre convinzioni portando avanti l’azione risulta essere un ottima soluzione narrativa.
Peccato per il doppiaggio a volte inaccostabile.
Un debutto per Girolami e Patrizi veramente convincente, con omaggi e citazioni (scontati i riferimenti a Profondo Rosso e Shining come a  Panic Room e The Strangers)  che pesca  in un genere raramente utilizzato in italia da giovani registi.
Originale la scelta stilistica finale con lo schermo che si ridimensiona facendo scorrere i titoli di coda mentre il film continua.
Il film girato interamente con una Canon Eos 5D  e prodotto da Gabriele Albanese sarà nelle sale italiane da domani 3 Luglio 2014.

Vittorio Zenardi

 

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